Alessandro Russo

Nato a Mistretta e laureatosi presso l’Accademia di belle arti nella città etnea dell’elefante, il prof. Enzo Salanitro è uno con le idee chiare. Insegnante di discipline pittoriche al liceo Emilio Greco di Catania, più d’ogni altra cosa, scuote le coscienze ogni santo  giorno che passa.

1«Osservando le mie tessere giganti, –mi confida con un po’ d’emozione- cerco d’immaginare la vita privata e intima delle vittime di mafia. Tutti loro hanno perso attimi, ore, giorni e anni di vita; i loro aguzzini, invece, vivono ancora e lo stesso vale per noi che nulla abbiamo potuto fare per loro. Facenti parte d’una maggioranza silenziosa, le vittime di mafia rappresentano la nostra incapacità di crescere in un comune cammino di civiltà. Siamo rimasti dei “gattopardi” che fanno finta di cambiare per non cambiare mai. Pur non di meno, spero tanto che qualcuno urli forte contro i mafiosi e i cultori del sottosviluppo; intanto, però,  mi chiedo se non sono arrivato tardi a smuover me stesso su queste tematiche.

Grazie ai tanti amici, l’installazione di questa rassegna dal titolo ‘Siciliani’ ha trasmesso messaggi positivi proponendo un’antimafia didattica con la volontà di esser indirizzata soprattutto ai ragazzi. La  mostra è partita da Mistretta ed è arrivata a Catania e a Milano transitando per Puntalazzo di Mascali;  ad aprile scorso, infine, ha fatto tappa a Misterbianco e devo dire che quest’ultimo passaggio è stata il più intenso dell’intero tour;  a Misterbianco, infatti, ben trecento ragazzi l’hanno visitata, un po’ come avevano già fatto altri trecento giovanotti di Milano. Ogni ospite, all’ingresso, si trovava davanti gli elaborati-tessera realizzati dai ragazzi del liceo artistico Emilio Greco. Quindi raggiungeva un corridoio dedicato alla memoria e alla resistenza e poi la sala di un ex deportato, Nino Giuffrida, con i suoi disegni cronaca e i suoi cimeli. Infine nell’ultima stanza incontrava le mie tele che raccontavano storie di dolore e ideali di probabili rinascite. Eccezionale è stato lo sforzo dei soci dell’Arci Makeba, dal suo presidente Anna Roccella, al generoso signor Nino Calderone a Giusi Anello, al preparato Antonio Biuso, al medico Turi, inventore dell’acqua trugghia, a Lorenzo Di Silvestro, autore del video della mostra. 13L’inaugurazione è stata fatta in sede davanti a un folto pubblico attento e cosciente; con una lettura storico-artistica legata alla realtà, hanno introdotto dapprima  il critico d’arte e storico, Rocco Giudice e quindi Gianni Coppola, scrittore e attivista anti-racket. Il giorno successivo è iniziato il piacevolissimo esodo degli alunni del territorio: erano tantissimi davanti alla mia installazione-mostra. Erano tutti molto ordinati ed educati e hanno letto i testi degli elaborati dei ragazzi dell’Emilio Greco, realizzati grazie alla collaborazione del preside Antonio Massimino. Per loro si è trattato di un racconto, un’attenzione severa, un’incessante richiesta di notizie sulle figure che danno onore, dignità e voglia di continuare a noi adulti e spero anche a loro. Prima d’andar via, nel libro degli ospiti ho infine scoperto il messaggio “Grazie prof per averci aperto gli occhi”. Mi sono emozionato e sono certo che questo chiarisca le idee e il cuore».

 

 

 

                                                                                              

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