Free Green Sicilia, in occasione dell’emanazione dell’ennesimo decreto regionale, emanato dall’Assessorato alla Salute sulla prossima stagione balneare 2016 del mare in Sicilia ha contestato alle istituzioni coinvolte tale decreto ( Ministro alla Salute,al Ministro dell’Ambiente e del mare, al Presidente Regione, all’ Assessore alla Salute e al Territorio e Ambiente e alla Procura della Repubblica)  in quanto rischia, così come i suoi precedenti (quasi un copia e incolla), di non poter essere applicato in quanto manca dell’individuazione geografica  (e dunque della sua segnalazione), oltre a quello menzionato nel decreto della lunghezza del  tratto di spiaggia o di costa vietata alla balneazione, del perimetro di mare adiacente alla stessa ovvero il luogo in cui i cittadini rischiano inconsapevolmente di fare comunque  il bagno.

IMG_20150522_112611Questo significa, tra l’altro,  che l’ignaro bagnante che arriva da zone limitrofe in considerazione che il tratto di mare interessato dagli scarichi fognari civili o industriali  non  è delimitato da alcun cordone sanitario e da opportune boe visibili a distanza, rischia (aspetto che è lecito pensare si verifica puntualmente quando tale tratto di mare costeggia spiagge  e mare balneabili)  di nuotare a sua insaputa  in un tratto di mare inquinato e interdetto  con i rischi per la salute.

 Un altro aspetto di tale decreto che dovrebbe lasciare severe perplessità sulla bontà dello stesso, è il fatto che i tratti di mare vietati alla balneazione, secondo Free Green Sicilia,  non siano congrui a quello che è lo scarico dei liquami quando peraltro questo è consistente e continuo (24 ore su 24 e per 360 giorni l’anno) come, per fare un esempio non da poco,  lo scarico di piazza Europa/Sciascia a Catania (foto allegate) in cui la lunghezza della costa prescritta e interdettta  di soli 30 metri  ovvero 15 metri verso nord e 15 metri verso sud. Un’eresia eco-sanitaria!

Tali aspetti pongono severe questione di legalità e salvaguardia della salute dei cittadini bagnanti non procrastinabili, per tali aspetti Free Green Sicilia- afferma il portavoce Alfio Lisi – ha chiesto formalmente alle autorità competenti  di mettere in essere urgentemente ogni opportuna iniziativa, visto che la stagione balneare in Sicilia ha avuto inizio formalmente dall’ 1 aprile  e visto che è già previsto il prolungamento per tutta l’anno,  affinché il decreto in questione venga integrato dal perimetro  di mare da vietare ai bagnanti  e che questi siano in grado di constatare mentre nuotano  il limite fisico di balneazione che peraltro dovrebbe essere ben visibile anche da terra (art.8)con insegne metalliche ben visibili da ogni accesso riportati tutte le descrizioni imposte, cosa che non accade spesso vista la riluttanza di certi Comuni che peraltro non emanerebbero neppure le dovute ordinanze e conseguentemente i dovuti avvisi pubblici. Così come non si capisce se vengono effettuate le analisi mensili sulla qualità delle acque previste dall’art. 12 del decreto e che dovrebbero essere verificate (art.10) dall’ AA.SS.PP.  di competenza.

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