Riceviamo e pubblichiamo.

CATANIA – Eccoci, ci risiamo, un ‘altra scelta scellerata della Regione a danno dei siciliani! Un Governo regionale fantasma – afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia  SOS Beni Culturali –  incapace di gestire come dovrebbe, e come in  una qualsiasi regione italiana ed europea,  svende di fatto, ma solo per quanto riguarda gli incassi,  i siti archeologici e museali regionali ad imprese private per una manciata di denaro (alla Mondadori di Berlusconi, alla  Lega delle Cooperative, alla  Civita Cultura di Luigi Abete, e così via), ci sono tutti e di tutte le parti politiche! Assurdo: solo  meno del 30% degli incassi per gli sbigliettamenti e solo il 7 % per la vendita di materiali didattico dei book shop andranno nelle casse della Regione, ovvero dei cittadini siciliani,  mentre  il 70% per i biglietti e il 93% delle vendite dei book shop invece verranno incassati dalle imprese private affidatarie.  Ovvero, per fare un esempio,  dei  5 milioni di incassi annuali del Teatro Greco di Taormina il 70% andrà nelle casse dei privati il restante, si fa per dire,  nelle casse della Regione.  Un vero ‘ affare’  per quella Regione di cui pensavamo di essere cittadini di diritto, altro che beni culturali come risorsa e come sviluppo!

Mentre a Roma – sottolinea il portavoce Alfio Lisi –  la Corte dei Conti boccia  la Regione e gli altri enti pubblici per l’affidamento ai privati dei siti archeologici o museali proprio per il 70% degli incassi che andrebbero nelle tasche dei privati,  in Sicilia si segue come sempre la strada opposta quella peggiore: siamo o non siamo  in Sicilia dove a dispetto delle casse regionali vuote, con la triste  conseguenza per i  servizi essenziali ai cittadini siciliani,  si svendono di fatto i siti archeologici e museali  per una manciata di denaro quando invece tali beni culturali resteranno a carico della Regione per quanto riguarda l’aspetto amministrativo, tecnico e scientifico, oltre alla  manutenzione ordinaria e straordinaria, la vigilanza e così via. Tutto ciò ovviamente sarà pagato con le tasse ulteriori dei cittadini siciliani.

 

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