CATANIA – La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Catania, sotto il coordinamento della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, hanno posto in stato di fermo 5 cittadini extracomunitari, tutti sedicenti, gravemente indiziati del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, in relazione allo sbarco di 349 migranti e 10 cadaveri giunti presso il Porto di Catania, oggi, io, a bordo della nave della Guardia Costiera, soccorsi in acque internazionali il 30 giugno e provenienti dalle coste libiche.

Seguendo un consolidato protocollo investigativo, realizzato d’intesa con la Procura Distrettuale, investigatori della Squadra Mobile e del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza hanno raggiunto, nella notte scorsa, a bordo di mezzi della locale Sezione Operativa Navale delle Fiamme Gialle, al largo delle coste siciliane, la nave “C.P.941 U. Diciotti”, ove hanno avviato, con la collaborazione del personale della Guardia Costiera, le indagini volte all’individuazione di scafisti, poi proseguite a terra, dopo lo sbarco nel porto di Catania.
Dalle dichiarazioni dei migranti è emerso che costoro, giunti in Libia dai paesi d’origine, sono stati condotti in connection house ubicate nella zona di Tripoli, sorvegliati da trafficanti armati per essere successivamente condotti sulle vicine spiagge e imbarcati su gommoni.

Secondo le testimonianze dei migranti, i decessi delle donne sarebbero avvenuti per annegamento, per effetto della rottura delle assi di legno poste sul fondo del gommone. i cinque fermati sono stati associati presso la Casa Circondariale di “Piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Il servizio conferma il significativo sforzo investigativo profuso dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza di Catania, sotto l’egida della locale Procura Distrettuale, nel contrasto e repressione del traffico di migranti via mare che, dall’inizio del corrente anno, ha consentito di sottoporre a fermo 51 scafisti a fronte dei 13 sbarchi avvenuti presso il Porto di Catania.

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