CATANIA – Per la prima volta la Camera di Commercio di Catania organizza seminari di marketing per le aziende catanesi dell’agroalimentare che non possiedono personale interno esperto di comunicazione e strategie di mercato, anche digitali. I corsi, gratuiti, inizieranno tra settembre e ottobre e saranno tenuti da personale specializzato.

Lo comunica il segretario generale, Alfio Pagliaro, spiegando che l’obiettivo è quello di colmare il vuoto con cui le aziende locali devono fare i conti, soprattutto da quando il Consorzio per l’internazionalizzazione, di cui faceva parte la Camera di Commercio di Catania è stato posto in liquidazione.

Una consapevolezza che in Camera di Commercio a Catania esiste già da qualche anno, come dimostrano le iniziative promosse a favore dell’internazionalizzazione, ma che si è trasformata in volontà concreta a seguito dell’ultima missione camerale a Cibus 2016, la fiera internazionale dell’alimentazione organizzata il mese scorso a Parma con tremila aziende espositrici.

Spiega il commissario Roberto Rizzo: “A Parma abbiamo visto quanto sia vero che il comparto agroalimentare italiano si presenti con centinaia e centinaia innovazioni di prodotto, pronte a conquistare i mercati stranieri e recuperare posizioni sul mercato interno. È stata una magnifica occasione per toccare con mano le nostre eccellenze. Ma è stato amaro constatare come le piccole imprese siciliane fossero in posizione minoritaria, confinate spesso in spazi limitati. Non mi riferisco ai grandi marchi che in Sicilia stanno facendo la storia dell’agroalimentare, ma alle ottime aziende di nicchia, che nella maggior parte dei casi non hanno le forze necessarie per fare del buon marketing. In altri, invece, manca ancora la consapevolezza culturale”.

Ma su quale tipo di servizio camerale possono contare le aziende di settore a proposito di promozione? “Di certo su un’ottima consulenza tecnica, necessaria per conoscere tutte le procedure necessarie a puntare sui mercati esteri. – continua Pagliaro- Ma il marketing è molto di più, e in Sicilia sono davvero poche le aziende che hanno la consapevolezza di quanto sia fondamentale, e in secondo luogo, che abbiano anche adeguato personale che curi solo quest’aspetto”, continua Pagliaro. “I nostri prodotti sono prelibati e questo ce lo riconosce tutto il mondo. Sarebbe come possedere un gioiello prezioso chiuso in cassaforte. Se un prodotto non viene valorizzato in ogni suo aspetto, non potrà mai decollare, non potrà dunque entrare nel giusto giro di business”.

Certo, resta il problema delle aziende che devono fare i conti anche con le quantità troppo limitate per potere affrontare nuovi mercati. Conclude il commissario Rizzo: “In questo caso sarebbe fondamentale ricorrere ai Consorzi. Anche in questo caso la Sicilia difetta di quegli strumenti culturali che consentono agli imprenditori di guardare oltre il proprio seminato. Per questo, a breve, la Camera si farà garante per la creazione di nuovi Consorzi, mirati a potenziare le imprese dell’agroalimentare locale”.

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