Riceviamo e pubblichiamo.

CATANIA – Ozono alle stelle, rischio salute, ma nessuno interviene! In luglio e fine giugno i rilevamenti dello smog delle tre centraline rimaste miracolosamente in vita (viale V. Veneto- piazza Gioeni  e piazza A. Moro) hanno segnato nei giorni di giugno: 25 e 26 e in luglio nei giorni: 1, 2 e 5 ( ovvero ben cinque giorni su dieci, mentre dall’8 di luglio non sarebbe possibile prelevare dati in quanto non accessibili) livelli di ozono che hanno superato la media oraria di 120 µg/m3 prevista per legge  così come hanno sfiorato più volte e di molto tale pericoloso limite ma non risulta che siano  state prese le dovute iniziative del caso a salvaguardia dei cittadini. A tal proposito il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità rammenta che a causa dell’ozono si stima che circa 21 mila decessi prematuri all’anno siano associati a livelli che superano i 70 hg/m3 così come i 14 mila ricoveri ospedalieri per malattie respiratorie, che si registrano ogni anno sempre nei 25 Paesi dell’Unione europea.

Non si comprende peraltro – afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia –  perché la centralina di viale v. Veneto incrocio con corso Italia, una delle zone più trafficate della città e inevitabilmente più sottoposte a inquinamento da scarico di mezzi a combustione, non sia in possesso dello strumento che rileva proprio l’ozono considerato uno dei più micidiali inquinanti per la salute umana ed in particolare per bambini, anziani e persone con problemi respiratori. Così come in piazza A. Moro non si rileva il Benzene, il Biossido di Azoto e l’Anidride solforosa.

Ma la cosa che preoccupa è che il sito del Comune di Catania (che dovrebbe riportare giornalmente i rilevamenti dello smog nella pagina ‘Dati Qualità dell’Aria’)  è dall’otto luglio di quest’anno, proprio nei giorni in cui il caldo e l’umidità sono elevati causando l’incremento vertiginoso di smog,  che non è possibile conoscere e prelevare i dati sull’inquinamento dell’aria in quanto di fatto ‘oscurato’, forse non accessibile  per meri problemi tecnici. Ma se così fosse il Comune  avrebbe comunque l’obbligo anche morale di comunicare ai cittadini tali allarmanti dati sull’ozono anche a mezzo stampa i quali hanno il sacrosanto diritto di conoscere i livelli di inquinanti in città, o in parte di essa, per poter fare le proprie consapevoli scelte giornaliere. Ma ci chiediamo e chiediamo alle Istituzioni: chi si dovrebbe occupare della salute dei cittadini in questa città?

Alfio Lisi, portavoce di Free Green Sicilia

 

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