Daniele Lo Porto

ROMA – Inizia l’estate calda della politica italiana, una volta caratterizzata dai “governi balneari” e, adesso, dalla stagione dei riposizionamenti o delle fughe dalle possibili future sconfitte elettorali. Il primo a scattare a destra è Renato Schifani che si è dimesso dalla carica di presidente del gruppo di Area popolare a cui aderiscono i senatori dell’Udc e del Nuovo centrodestra. L’ex presidente del Senato ha comunicato la sua decisione in una conferenza stampa a Palazzo Madama, circa un’ora fa: “Io devo rispettare la mia coscienza – ha sottolineato Schifani -. Una decisione ponderata, sofferta e convinta perché non mi sento di guidare il gruppo in una prospettiva che non faccio mia. Le mie dimissioni obbediscono alla non condivisione del percorso di Ncd”. Da tempo Schifani spinge per un ritorno di Ncd nel centrodestra, adesso un’accelerazione dopo il risultato elettorale delle ultime amministrative, soprattutto in Sicilia. Schifani ha aggiunto: “Mercoledì scorso c’è stata una riunione del gruppo con Alfano in cui si è prospettato di costituire un nuovo soggetto politico dall’unione di Ncd con persone vicine a Casini e Tosi, senza Udc.  Una operazione di palazzo e non di territorio, con una assenza di posizionamento che per me doveva essere quella di centrodestra. Io già consideravo esaurita la nostra prospettiva con il voto sulle riforme, ora non condivido questa prospettiva”. Nella decisione di Schifani pesa anche il giudizio sulle riforme costituzionali e la posizione del voto sul referendum costituzionale. Sull’agomento Schifani ha detto che  considera chiuso “il percorso di sostegno del Ncd al governo con il voto parlamentare sulle riforme, da me votate per disciplina di partito”.

In questo scatto a destra dell’ex presidente del Senato, secondo rumors politici siciliani, ci sarebbe la volontà di candidarsi alla presidenza di Palazzo d’Orleans, come successore di Rosario Crocetta, dallo stesso Schifani criticato di recente. Rottura, quindi, a Roma con il centrosinistra e di conseguenza e per coerenza con Crocetta a Palermo, che fino a questo momento può contare sul sostegno in aula del gruppo Alfano.

 

Foto lettera43.it

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