Riceviamo e pubblichiamo.

 

Il sindaco di Misterbianco, Nino Di Guardo, e il presidente del Consiglio Comunale in quanto organo di controllo, Nino Marchese, sono stati ufficialmente diffidati dall’avvocato Nello Papandrea, per conto dell’ing. Giuseppe D’Angelo firmatario per Attiva Misterbianco della vera proposta approvata in bilancio, dal dare seguito alla convenzione che lo scorso martedì 12/07 hanno, trionfalmente, firmato presso l’Università di Catania con il centro Capitt del prof. Rosario Faraci per il progetto denominato “Urban Innovation Laboratory”, in quanto si tratta di una palese distrazione dei fondi già assegnati al progetto “Youth Hub: ponte per i giovani e per il territorio” vero aggiudicatario dell’impegno di spesa di 20.00,00 euro con la Delibera di Giunta n. 235 del 19/10/2015 , fondi inseriti nel capitolo di Bilancio “70460” codice 1.11.05.03 ” spese per l’attività di promozione e valorizzazione dei servizi per l’innovazione e la ricerca nel campo dello sviluppo economico” come si evince dalla determina del responsabile del XII settore n. 3184 del 29/12/2015 che espressamente fa riferimento al progetto Youth Hub.

Attiva Misterbianco ha già raccontato di come il progetto aggiudicatario dell’avviso pubblico del bilancio partecipativo sia profondamente diverso dalla convenzione firmata con il Capitt del prof. Faraci, stupisce che insieme a politici di vecchio stampo, nonostante la giovane età , quale l’assessore alle attività produttive Marco Corsaro, non si facciano alcuno scrupolo di vantarsi di attività “innovative” taluni baroni universitari che promuovono distrazioni di fondi alla faccia di principi come l’accountability ( la capacità di essere trasparenti e rendere conto) di cui dovrebbero essere promotori. Contrariamente a quanto dichiarato dal sindaco, Misterbianco ha perso l’occasione di rispettare ed onorare i suoi concittadini che si sono fidati ed hanno aderito all’invito di presentare le loro proposte nel Bilancio Partecipativo dello scorso anno, l’amministrazione poteva infatti realizzare il progetto originario, di ben altra portata e pregnanza che le 4 lezioni frontali e i 4 incontri con gli imprenditori, avvalendosi della “collaborazione gratuita” più volte offerta dall’ing. D’Angelo, ideatore della proposta Youth Hub, progetto “scelto “ dalla stessa amministrazione comunale poco meno di 1 anno fa. Invece, si è preferito snaturare il Bilancio Partecipativo facendone uno strumento fragile, al servizio di una discutibile operazione di piccolo cabotaggio, già preordinata a conferire un vantaggio diretto e discrezionale alla lobby parauniversitaria, riducendo il valore del progetto da 35.000 a 20.000 euro per poterne subordinare l’affidamento al Capitt di Faraci senza passare da una manifestazione d’interesse pubblico, ammesso e opinabilmente concesso che a realizzare il progetto non potesse essere chi l’aveva ideato. E che si sia trattato di un’operazione subdola, cui l’Università non si sottrae, ne sono testimonianza le stesse parole di felicitazione del prof. Faraci che asserisce vantare una lunga collaborazione con il Comune di Misterbianco, che fa risalire al 2008 e al progetto Urban, e che tuttavia, appena lo scorso 10/09/2015, si è però fatto sfuggire l’occasione di partecipare all’avviso pubblico sul bilancio partecipativo cui pure poteva aderire sicuro di vincere per prestigio e, immaginiamo, fattibilità del progetto ora convenuto.

Invece il Capitt aspetta “solo” il 28/12/2015 per presentare, non si capisce (.. o si capisce fin troppo: nel 2008 Marco Corsaro stava in un’altra compagine amministrativa ..) dietro suggerimento di chi , una proposta di convenzione per un progetto , lo Youth Hub, già approvato in Giunta e deliberato in Consiglio Comunale scritto e proposto da altri!  Ben si comprende il comunicato stampa del direttivo della Confcommercio di Misterbianco che rifiuta di partecipare alla firma di un protocollo d’intesa “a scatola chiusa”, quando non ha condiviso nè tempi nè dettagli di un progetto, “non approvando i metodi utilizzati dalle parti citate” sostanzialmente rifiutandosi di farsi complice del furto di progettazione e della distrazione dei fondi del bilancio partecipativo. Una volta tanto la “società civile” è paradigma migliore dei suoi rappresentanti istituzionali , politici o universitari che siano.

 

Attiva Misterbianco

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