MARZAMEMI – Presentati ieri sera, sul palco di piazza Regina Margherita, i primi tre componenti della giuria del concorso internazionale dei lungometraggi della XVI edizione del Festival internazionale del Cinema di Frontiera di Marzamemi. Si tratta del presidente della giuria, Ivan Giroud, direttore del Festival Internacional del Nuevo Cine latino americano (Cuba), e dei componenti Elit Iscan, attrice del film “Mustang”, candidato nella cinquina degli Oscar 2016 (Turchia) e Antonio Urrata, direttore generale Fondazione Ente dello Spettacolo.

“Sono rimasto molto affascinato – ha detto Giroud – dall’architettura e dall’atmosfera di quest’isola. La Sicilia e Cuba sono due ponti tra storie e geografie diverse. Sono molto colpito dalle storie dei film selezionati nel corso di questa rassegna e spero che la collaborazione Cuba-Sicilia possa continuare nei prossimi anni”. “Sono qui a Marzamemi, dove mi sento come se fossi a casa, per la terza volta – ha aggiunto Elit Iscan – ma quest’anno con un ruolo diverso, quello di componente della giuria. Un ruolo di cui sono molto orgogliosa”. “Come Fondazione – ha concluso Antonio Urrata – ci occupiamo di diverse iniziative, tra cui il Tertio Millennio Film Fest con l’obiettivo di comunicare le differenze culturali che tramite la conoscenza portano al rispetto”.

La giuria sarà al completo da stasera quando arriveranno anche l’attrice Donatella Finocchiaro e la scrittrice Silvana Grasso. Ha fatto, invece, tappa ieri sera a Marzamemi il giornalista del Tg 5 Carmelo Sardo che, nell’ambito della sezione Chiacchiere sotto il fico ha presentato il suo ultimo romanzo: “Per una madre”, un’appassionante storia di mafia e di redenzione, di famiglie spezzate e di coscienze pentite, ambientata in una terra in cui la luce e il lutto, da sempre, convivono dolorosamente. “E’ un thriller, è un giallo, ma è anche una grande storia d’amore – ha spiegato Sardo – un romanzo tutto ambientato in Sicilia con gli odori, i sapori, i grandi misteri e le grandi contraddizioni della nostra terra. Una terra di frontiera, per restare in tema con il Festival, e anche in questa mia storia la frontiera che si scontra anche con le certezze che possono essere disintegrate da nuove verità, consapevolezze che si frantumano nel percorso di ricerca di una verità. Tornare a Marzamemi – ha concluso il giornalista – in questo posto straordinario, strepitoso, è sempre una grande suggestione e una grande ricchezza”.

Inaugurata ieri sera la sezione Frontiera del libro. Storie, suggestioni visioni oltre le frontiere a cura dell’assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Pachino, con un ospite d’eccezione: il regista teatrale Walter Manfrè con il libro “Il teatro della persona di Walter Manfrè” di Ugo Ronfani. “Il teatro della persona – ha spiegato Manfrè – viene realizzato in spazi quasi sempre inconsueti che non prevedono necessariamente l’uso degli spazi teatrali ma di luoghi altri, come chiese, vecchi palazzi, treni, sale da pranzo per riuscire a raccontare le storie al pubblico che si trova immerso direttamente dentro il luogo scelto e senza la possibilità di sfuggire alla sua funzione di ascolto. Così diviene fondamentale accostarsi il più possibile fisicamente allo spettatore e costringerlo a guardarti negli occhi perché la storia possa penetrare nel suo cuore e nel suo cervello in maniera diretta e totale. Lo spettacolo più importante di questa serie è La confessione andato in giro in tutto il mondo e che, negli ultimi anni, sto programmando in questa zona della Sicilia”.

Oggi, in anteprima assoluta, nella sezione fuori concorso del XVI Festival internazionale del cinema di frontiera di Marzamemi sarà presentato”Collezione Virgadavola” ovvero L’arte del carretto siciliano, un documentario firmato dal giornalista Andrea Di Falco che racconta la storia della fondazione del Museo del carretto siciliano a Vittoria.

Il Festival domani prosegue con il quarto film in concorso: con “The Eichmann Show” di Paul Andrew Williams. Con questo film ci spostiamo nel 1961, l’anno in cui il criminale nazista Adolf Eichmann venne processato per crimini contro l’umanità. La pellicola, costruita con l’alternanza di materiali di repertorio a riprese originali, ha un duplice valore storico-documentale: oltre a porre in evidenza l’imperturbabilità di un uomo di fronte alle atrocità commesse, pone riflessioni importanti sul potere della comunicazione e della televisione in particolare. La trasmissione televisiva del processo, affidata al regista ebreo Leo Hurwitz, da 10 anni nella lista nera del maccartismo, è la prima occasione per il mondo intero di assistere alle testimonianze sconvolgenti dei sopravvissuti e quindi prendere direttamente coscienza delle dimensioni dell’Olocausto.

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi