Daniele Lo Porto

CATANIA – Con la sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa n. 243/2016 che è stata depositata ieri sostanzialmente si apre la campagna elettorale per l’elezione del prossimo rettore, infatti si  “Dichiara (…) l’obbligo del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Catania, “di avviare senza indugio” e comunque entro 30 giorni le procedure per la ricostituzione degli organi statutari dell’Università. Per il caso di inottemperanza o di inutile decorso del precisato termine, nomina sin d’ora quale Commissario ad acta il Segretario Generale in carica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con facoltà di delega, e con l’incarico di eventualmente adottare gli atti e provvedimenti idonei all’adempimento degli obblighi indicati”, si legge testualmente nella sentenza.

La sentenza scaturisce da un ricorso presentato dalla professoressa Febronia Elia, componente del Consiglio di amministrazione, ricorso, successivamente respinto dal Tribunale amministrativo di Catania, basato sulla   Legge Gelmini (L. 240 del 2010), di riforma dell’Università, che prevedeva la necessità che i singoli atenei adeguassero i loro statuti alla nuova disciplina legislativa e che, una volta approvati i nuovi statuti, si procedesse entro 30 giorni al rinnovo degli organi statutari.

L’Università di Catania comincia il suo percorso di adeguamento dello Statuto durante il rettorato di Antonino  Recca ma perviene all’approvazione di uno Statuto non conforme ai rilievi ministeriali e comunque adottato senza il pieno rispetto delle norme procedurali previste. Lo Statuto veniva emanato con decreto rettorale del 28..2011. In questa fase, Pignataro non è ancora rettore. Il MIUR – Ministero dell’Istruzione, impugnò lo Statuto. Il TAR Catania respinse il ricorso e il MIUR, quindi, proponeva appello davanti al CGA, frattanto, veniva eletto il nuovo rettore, nella persona del prof. Pignataro, 28 febbraio 2012. Il CGA accoglieva l’appello e annullava lo statuto del 2011. L’Università, però, aveva via via apportato modifiche a quello Statuto, nell’intento di adeguarlo ai rilievi ministeriali. Le ultime modifiche vennero apportate dopo la pubblicazione della sentenza.

Infine, con decreto rettorale n. 881 del 23 marzo 2015 veniva pubblicata l’ultima modifica ed insieme l’intero Statuto. L’Art. 42 di tale statuto recita che entro 30 giorni dalla sua pubblicazione bisogna procedere al rinnovo degli organi statutari, ma l’Università non ha provveduto anzi ha sostenuto la tesi che il nuovo Statuto altro non era che il vecchio, modificato, e che la sentenza del CGA non aveva dunque alcun effetto. Affermava ancora che non vi era necessità di rinnovare gli organi statutari poichè, se lo statuto in questione doveva considerarsi risalente all’anno 2011, il rinnovo si era già avuto con l’elezione di Pignataro e degli attuali altri organi. La prof.ssa Febronia Elia ha, dunque, proposto ricorso davanti al TAR Catania, per far dichiarare l’obbligo del Rettore di procedere al rinnovo degli organi, ricorso respinto, come già scritto. Oggi, il CGA ha accolto l’appello precisando: che lo statuto del 2011 è stato annullato da una sentenza dello stesso CGA e che, in sostanza, non poteva non considerare che quella sentenza non esistesse; che lo Statuto del 2015 è a tutti gli effetti un nuovo Statuto; che quindi il rettore avrebbe dovuto già lo scorso anno procedere al rinnovo degli organi statutari.

Il rettore dell’Università di Catania, prof. Giacomo Pignataro ha emesso un  comunicato: “La sentenza n.243/2016 resa dal CGA e pubblicata in data odierna è oggetto di attenta valutazione per provvedere alla sua compiuta applicazione, fermo restando che le procedure per la ricostituzione di alcuni degli Organi statutari (Senato accademico, Consiglio di amministrazione e Collegio dei revisori dei conti) sono già in corso”.

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