CATANIA – “Chi è ‘Stato?”. Suona come una tristissima constatazione la domanda retorica sulla strage del 2 agosto 1980 che Forza Nuova pone con l’affissione di decine di striscioni in Sicilia a Palermo, Catania, Caltanissetta, Ragusa , Modica, Castelvetrano, Scicli, Gela.
“La storia dello stragismo in Italia, al di là delle verità processuali di comodo, è ancora tutta da scrivere”, afferma Giuseppe Provenzale, vicesegretario nazionale e responsabile del movimento in Sicilia.
“Si chiudono e si riaprono piste – è di questi giorni l’uscita del libro del giudice Priore e dell’avvocato Cutonilli che vorrebbe riaprire quella palestinese – ma si continuano ad ignorare fatti e ‘coincidenze’ che potrebbero condurre al raggiungimento della verità “.

“Penso ai collegamenti, non solo temporali, con la strage di Ustica – continua Provenzale – alle confessioni del colonnello del Mossad Victor Ostrowski nel libro “The other side of deception”, in cui racconta di aver trasportato personalmente armi ed esplosivi, proprio agli inizi del 1980 in Italia, con l’aiuto della Loggia P2; alle sue rivelazioni su Ustica sulle responsabilità dei servizi per cui lavorava; alle riunioni tenute con i nostri servizi e rappresentanti della stessa P2 dal capo della CIA di allora, quel Michael Ledeen che avrà un ruolo inquietante anche nel corso della crisi di Sigonella“.

“Ma – conclude l’esponente di Forza Nuova – servizi segreti nazionali e “amici”, CIA e Mossad in evidenza, logge massoniche nominalmente deviate, terroristi internazionali e trasporti di armi non sono certo estranei alla storia attuale; è forse questa la ragione che conduce al perpetuarsi di stantie pseudo verità a cui non crede più nessuno? L’assenza di sovranità in Italia ha raggiunto il suo apice e Matteo Renzi ha buone relazioni con Ledeen… Qualche magistrato dovrebbe farsi, e fargli, qualche domanda, prima che il ‘politologo israelo-americano’ porti i suoi segreti con sé”.

Forza Nuova Catania

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