MESSINA – Il 2 agosto di ogni anno si rinnova la tradizione alla Madonna della Scala un titolo, collegato a diversi edifici sacri costruiti in tempi successivi e dipendenti l’uno dall’altro, con il quale da tanti secoli la Vergine viene venerata a Messina. Il primo luogo in cui si sviluppò il culto fu ai piedi dei monti Peloritani, presso il tempio fortezza ivi allocato esegnalato come uno dei più bei monumenti della Messina pre terremoto, la Badiazza.

Il pellegrinaggio devozionale, al quale numerosi fedeli delle varie comunità della vallata Ritiro partecipano, partendo dalla piccola chiesa di S. Andrea Apostolo e recando in processione alla chiesa di S. Maria della Vallela riproduzione dell’antica icona della Madonna della Scala, culmina al sorgere del sole con una solenne celebrazione. A presiedere il rito, quest’anno, è stato l’amministratore apostolico Benigno Luigi Papa, lieto di condividere con il popolo messinese una delle tante tradizioni che legano la storia di questa città a Colei che le alterne vicende hanno visto sempre come protettrice.Erano presenti, insieme al vescovo, il parroco della chiesa di S. Andrea, padre Cardile, il vicario foraneo della zona nord di Messina, monsignor Letterio Gulletta e altri sacerdoti dell’arcidiocesi.“Non volevo mancare a questo momento – ha detto monsignor Papa -in cui la tradizione diventa il simbolo di una fede autentica: la scala rappresenta la Vergine Maria attraverso cui noi tutti tendiamo a Dio”. Un popolo innamorato di Maria, dunque, che non avverte la fatica di un percorso, ha detto il presule richiamando ironicamente il piccolo incidente capitato a Papa Francesco qualche giorno fa in occasione della Giornata mondiale della gioventù, inciampato su uno scalino dinanzi all’icona della Madonna nera di Czestochowa.

Monsignor Papa lo scorso 27 giugno aveva benedetto l’antica icona della Madonna della Scala, restaurata dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali, dopo una lunga “permanenza” presso i padri gesuiti ed esposta al culto nella chiesa della Santissima Annunziata dei Catalani. Una copia dell’icona, dipinta su tela, è stata fatta realizzare dall’associazione Il Centauro Onlus e collocata stabilmente all’interno della Badiazza.

Le origini del culto della Madonna della Scala risalgono al tempo dei Normanni.Narrano gli antichi storici come una nave levantina fosse approdata nel porto di Messina portando, in mezzo al carico, l’immagine di una Madonna dipinta con una scala accanto; quando, scaricata la merce, la nave volle riprendere la navigazione, non poté muoversi benché il vento fosse favorevole. Si ebbe allora il sospetto che ciò fosse dovuto alla presenza di quella sacra immagine e i marinai ne fecero partecipe l’Arcivescovo e il Re allora presente a Messina. Clero, popolo e senato accorsero al Porto, il quadro fu portato a terra e solo allora la nave poté salpare spedita. Il Samperi scrive: «fu posta l’immagine su di un carro tirato da buoi e questi furono lasciati liberi di andare dove volessero, si mossero lentamente seguiti da una processione di popolo, imboccarono la vallata di Giostra e si fermarono presso una chiesa con monastero di Benedettine le cui origini non sono ben note e si perdono in tempi anteriori». Questo monastero, denominato sino ad allora S. Maria della Valle, dopo l’arrivo del quadro fu chiamato S. Maria della Scala.

Rachele Gerace

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi