CATANIA – Che l’abbattimento del ponte del Tondo Gioeni fosse una trovata pubblicitaria del neoinsediato sindaco Bianco lo sospettavano tutti. Non ce n’era un’effettiva necessità, e il ponte, nonostante l’allarme lanciato dal primo cittadino catanese, godeva di buona salute.

Con quella mossa, Enzo Bianco, voleva lasciare un’impronta, e segnare in maniera indelebile che l’inizio della sua sindacatura coincidesse con quell’opera: metafora di una svolta di una Catania che cambia, di una Catania che fa, che dà una spallata al perpetuo e atavico immobilismo inciso nel dna del catanese.

A distanza di tre anni i risultati sono davanti agli occhi di tutti, la demolizione del ponte non solo si è dimostrato un apodittico pleonasmo ma ha avuto delle conseguenze deleterie per i cittadini catanesi: i sesquipedali lavori hanno hanno danneggiato gli esercizi commerciali lì ubicati, ma soprattutto è stato il fallimento di uno dei principali obiettivi dell’abbattimento a creare i problemi più tangibili, ovvero invece dello snellimento della circolazione stradale si è piombati in un il traffico veicolare perennemente bloccato che i catanesi pagano quotidianamente sulla loro pelle.

Manlio Messina coordinatore provinciale di FdI-An; Salvo Pogliese, Santi Bosco, Riccardo Pellegrino, Carmelo Coppola tutti esponenti di Forza Italia e Debora Borgese referente nazionale del Comitato Terra Nostra, su questi tempi si sono trovati tutti d’accordo nella manifestazione, contro la demolizione del ponte, che ha avuto luogo stamattina.

“Senza una reale ragione il primo atto dell’amministrazione Bianco fu l’abbattimento del ponte al tondo Gioeni. Sono trascorsi tre anni da allora ed i catanesi sanno bene che costo ha avuto per loro quest’opera della rinnovata primavera del sindaco: ingorghi infiniti” così Manlio Messina coordinatore provinciale di FdI-An questa mattina ha aperto la manifestazione per protestare contro l’abbattimento del ponte al Tondo Gioeni di Catania promossa da Fratelli d’Italia, Terra Nostra-Italiani con Giorgia Meloni e Forza Italia.

“Abbiamo usato un termine provocatorio per dare un titolo a questo evento per noi commemorativo, senza voler offendere alcuno, però alla catanese abbiamo voluto rendere l’idea di quella che è una cicatrice che difficilmente riusciremo a sanare e che speriamo di rimarginare noi, quando riprenderemo in mano la città ridando un volto non solo al Tondo Gioeni ma a tutta Catania”.

“La ‘bella minchiata’ dell’abbattimento del Ponte Gioeni rappresenta plasticamente il disastro della dis-amministrazione Bianco che ha letteralmente messo in ginocchio Catania, tra casse comunali vuote, azzeramento del trasporto pubblico urbano, sporcizia della città, morte economica di tante, troppe, attività commerciali soprattutto nel centro storico, e tanto altro che non funziona. Da lì, dall’abbattimento di un ponte integro ed essenziale per la circolazione, che ha comportato lavori quasi infiniti che hanno paralizzato la città per mesi e portato al fallimento molti esercizi commerciali della zona, con il risultato che ancora oggi la zona del tondo Gioeni è un inferno di traffico veicolare, è stato lanciato il primo segnale dell’inadeguatezza di Bianco e della sua amministrazione a guidare la città di Catania”. Lo dichiara l’on. Salvo Pogliese, parlamentare europeo e coordinatore provinciale di Forza Italia.

Per Forza Italia hanno presenziato anche Santi Bosco, capogruppo al consiglio di Catania ed il consigliere Riccardo Pellegrino. «Bianco ha distrutto la viabilità di questa città» ha affermato Bosco. “Bisogna prendere in considerazione, non solo la questione della mobilità, ma anche quella economica perchè ora bisognerà trovare i fondi per sistemare. Andremo avanti cercando di capire ciò che la città pensa e vuole, proponendo anche un referendum” ha dichiarato il coordinatore dei giovani di Forza Italia Carmelo Coppola.  “Un disastro completo, non può essere definito altrimenti. Non c’è momento in cui il tondo Gioeni non sia bloccato e congestionato dal traffico. Decine di persone che pur di non rimanere incolonnati preferiscono rinunciare al pranzo in famiglia e a quel tempo prezioso che si potrebbe condividere con i propri cari” ha commentato Debora Borgese referente nazionale del Comitato Terra Nostra.

Sal Gra


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