PALERMO – Stamattina gli insegnanti siciliani hanno ancor una volta manifestato a Palermo davanti l’USR Sicilia per sensibilizzare l’opinione pubblica, avere un momento di confronto con Il Direttore generale dott.ssa Maria Luisa Altomonte e chiedere chiarimenti circa le operazioni di mobilità contenenti numerosi e riconosciuti errori dovuti al malfunzionamento dell’algoritmo, per i quali il MIUR ha provveduto ad informare della possibilità di un tentativo di conciliazione, ma anche per discutere delle possibili soluzioni per limitare l’esodo dei docenti assegnati in gran numero al nord.

Nonostante il Ferragosto e gli impegni proprio in questi giorni nelle fasi di selezione e reclutamento, che costringe molti di loro a riorganizzare in corsa le proprie vite in preparazione di una forzata emigrazione, sono intervenuti numerosi, in arrivo da tutte le province siciliane. Denunciano come il governo che proclama di averli “stabilizzati” ha invece realizzato un enorme caos sull’intero paese, penalizzando il SUD ed in particolare, in maniera maldestra, proprio gli insegnanti precari, ossia coloro per i quali era stata concepita la legge dietro la spinta di una condanna dell’Italia da parte della corte europea.

Coloro che avevano già sostenuto per decenni la vita da precario nella scuola statale, anziché essere tutelati, sono stati con questa assunzione in ruolo tutti fortemente penalizzati da un trasferimento in massa in altre regioni Chi si è visto invece agevolato da un facile ingresso in ruolo, con cattedre nella provincia di residenza, sono gli idonei all’ultimo concorso, ovvero quello del 2012.

A differenza del passato, infatti, che vedeva una suddivisione proporzionata ed equa dei posti disponibili tra vincitori di concorso e precari (T.U. mai abrogato), stavolta, con la complicità di una complessa articolazione in fasi delle procedure e l’adozione del cosiddetto potenziamento, le cose sono andate in maniera ben differente, collocando tutti coloro che avevano maggior servizio ed esperienza in coda a tutti gli altri. Da qui il trasferimento in massa e la negazione del merito. Ad aggravare la situazione l’elevatissimo numero di errori e la mancanza di trasparenza prevista nella pubblica amministrazione.

Questi insegnanti sarebbero peraltro oggetto in queste ore di ulteriore discriminazione, poiché in fase di selezione, che con la 107 ricordiamo avviene in regime di chiamata diretta, le domande poste in corso di colloquio riguarderebbero anche lo stato di salute, l’età dei figli o una eventuale gravidanza oltre che le condizioni di salute relative a coloro che hanno una età compresa tra i 50 ed i 60 anni. Tutto ciò, sostengono, viola in maniera palese più principi della Costituzione. “Diversi gruppi di colleghi si sono già rivolti favorevolmente al TAR e noi non cesseranno di manifestare e non permetteremo che i nostri diritti vengano così evidentemente calpestati”

I manifestanti sono stati ricevuti in mattinata all’USR dove gli interlocutori hanno ascoltato con attenzione le ragioni della protesta e le proposte. Hanno anche chiesto in questi giorni un confronto pubblico al sottosegretario l’on. Faraone, ma ancora non è pervenuta alcuna disponibilità.

Gli insegnanti sostengono che i posti al sud ci siano, ricordando che hanno “lavorato per 15-20 anni in posti veri, con alunni veri e colleghi veri e non è vero che i posti al sud non ci sono”. Chiedono “la trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto e che nell’immediato i posti di sostegno che resteranno disponibili dopo la distribuzione al colleghi specializzati, vadano in assegnazione provvisoria ai non specializzati, insegnanti che hanno per anni lavorato senza titolo nel sostegno”.

Non va dimenticato comunque che la Tabella 1 della Legge 107 prevedeva alcuni posti di sostegno per il cosiddetto potenziamento MAI assegnati visto che molti insegnanti con il titolo sono stati subito catapultati al nord. Anche questi posti potrebbero dunque essere reintegrati rendendoli disponibili per i colleghi delle GaE col titolo, creando ulteriori spazi per sanare le suddette questioni. Insomma molte le possibili soluzioni, ma il silenzio da parte di chi le può attuare.  Chi può manifesta, ma in molti preparano già le valige per inseguire un futuro incerto. Nel frattempo coloro che hanno messo in piedi tutto questo sono in vacanza.

P.P.L.

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