CATANIA – Gli incendi che puntualmente si verificano nella Zona industriale in questo periodo sono l’esempio più evidente di come un’ enorme risorsa non solo per Catania ma per l’intera provincia versa in condizioni di totale abbandono con le imprese dell’area che devono operare tra mille difficoltà e continue carenze strutturali. In estate i roghi e in inverno gli allagamenti: questo è lo scenario della zona industriale di Catania che oggi resta senza un piano di manutenzione straordinario. Il presidente della Commissione comunale al Patrimonio Salvatore Tomarchio da quasi due anni chiede al sindaco Bianco di attivarsi, attraverso una forte sinergia tra pubblico e privato, per avviare quel progetto di interventi nel breve, medio e lungo periodo che nella zona industriale si aspetta da anni. E’ fondamentale che tutti soggetti interessati facciano la loro parte altrimenti anche l’anno prossimo saremo qui a parlare degli enormi rischi legati ai roghi. Non si dispone di grandi risorse, in termini di mezzi e uomini, e per queste ragioni Palazzo degli Elefanti deve razionalizzare e sfruttare al meglio le proprie unità. “Ribadisco, ancora una volta, che occorre sedersi attorno ad un tavolo e cominciare una collaborazione duratura dove gli imprenditori della zona, in cambio di agevolazioni fiscali oppure riduzione delle tasse, si potrebbero assumere gli oneri per la pulizia dei canali per il deflusso delle acque piovane, della manutenzione straordinaria del manto stradale e dei marciapiedi, del potenziamento della pubblica illuminazione, della bonifica dalle discariche abusive e dalla pulizia ordinaria. Si tratta di una cooperazione che può portare indubbi vantaggi per tutti. Ogni appello, segnalazione, sopralluogo e richiesta non ha portato a nessun risultato in termini di sicurezza e vivibilità in un sito di vastissime dimensioni. Adesso è arrivato il momento di creare un’intesa che potrebbe rendere la zona industriale più sicura e funzionale in qualsiasi momento della giornata e con qualsiasi condizione atmosferica”, conclude il consigliere Salvatore Tomarchio.

 

 

 

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