Carmelinda Comandatore

 

SCIACCA – La IX edizione dello Sciacca Film Festival sta per entrare nel vivo della competizione: martedì inizieranno, infatti, le proiezioni delle opere in concorso. “Tante sezioni, tanta sicilianità ma altrettante visioni internazionali per incrociare identità e fare del festival, dei suoi temi, della sua gente, un grande luogo di scambio mettendo in risalto la cultura che è dialogo tra identità che non hanno paura del cambiamento”, ha dichiarato Sino Caracappa, direttore del festival del cinema, che ha voluto omaggiare il maestro Ettore Scola con una retrospettiva e una mostra di foto e disegni.

NON C'è CAMPO MANFREDI RUSSOPer la sezione cortometraggi arriva in finale Non c’è campo del regista palermitano Manfredi Russo, che sarà proiettato il 25 agosto, alle ore 18:00. presso la Sala dell’Albero della Badia Grande. Prodotto da Cinemapro e realizzato con la collaborazione del fonico Roberto Garilli Seregni Steri e di Veronica Randazzo, direttore della fotografia e del montaggio, Non c’è campo rappresenta una commedia sociale, ambientata nel 2020. In questo futuro prossimo si verifica un grande blackout, che parte dal Vaticano e che colpisce tutte le linee telefoniche ed elettriche del mondo. Una situazione impensabile, in un mondo assuefatto di tecnologia, che genera sconforto, ma che allo stesso tempo induce alla riflessione e alla preghiera, come quella recitata da un prete durante una veglia funebre, che si trasformerà presto nel palcoscenico del cinismo più sfrenato. L’interruzione della corrente elettrica come metafora del blackout dell’indifferenza sociale, ma anche della legalità.

«È la terza volta che Sciacca ci ospita con affetto – ha commentato a Sicilia Journal il regista Manfredi Russo -. La prima volta è stata in occasione di Cose di questo mondo, lo scorso anno con Chiamate un’ambulanza e quest’anno con Non c’è campo. Sono lieto di tornare, perché lo Sciacca Film Fest è una bellissima realtà che valorizza il cinema di qualità e che grazie al direttore Sino Caracappa, da molto spazio ai giovani».

Lo scorso anno ha anche partecipato alla prima edizione dell’Istant Movie Sciacca in 72 ore con Vampa di core, arrivato in finale ai Globi d’Oro. L’edizione di quest’anno sarà ispirata al maestro Ettore Scola, ripeterà l’esperienza?

«Si, ed è indubbiamente una sfida molto affascinante dare vita ad un cortometraggio in soli 72 ore. Sono felice di poter rivivere quella frenesia, che spesso MANFREDI RUSSO non c'è campocaratterizza il mondo del cinema. Considero Ettore Scola l’ultimo dei “grandi” registi che sono appartenuti ad una stagione irripetibile, di cui hanno fatto parte Fellini e Monicelli. Possedeva un’ironia e un’attenzione alla realtà circostante, che sento molto mia, a cui mi ispiro costantemente e che cercherò di trasferire anche nell’Istant Movie di quest’anno. Non c’è campo, tra l’altro, è dedicato a proprio lui e al grande Totò: il fatto che uno degli interpreti del film si chiami Ettore non è una scelta casuale».

Vampa di core affronta una questione delicata, che è ancora una ferita aperta per noi siciliani, quella delle Terme di Sciacca. Anche il corto di quest’anno riguarderà una problematica della nostra Isola?

«Si, sarà sicuramente contestualizzato nella realtà siciliana e attinente alle tematiche sociali che mi stanno molto a cuore. Il cinema non fa altro che offrire un punto di vista della realtà e se, attraverso il “nostro” modo di guardare quello che ci sta attorno, riusciamo ad accendere i riflettori su questioni importanti che magari sfuggono ai più, perché schiacciati dalla routine o da altro, avremo dato un piccolo contributo per migliorare la collettività».

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