SANTA VENERINA – Una tela bianca sulla quale imprimere linguaggi differenti, rendere immortali esperienze e incontri che formano un percorso professionale ed emotivo. Appuntamenti culturali che delineano la necessità di condividere la passione per l’arte, il desiderio di confrontarsi, il bisogno di accrescere il proprio sapere, proprio come “Un piatto vuoto” dal quale nasce il bisogno di creare. Il sesto capitolo del progetto culturale, Kyklops vedere l’intero, è stato inaugurato nei giorni scorsi con la mostra personale di Natale Platania nella Tenuta San Michele.
20160820_203201“Una rassegna culturale nata per promuovere l’arte contemporanea del territorio, per il territorio e soprattutto rivolto a quei turisti che vogliono conoscere la Sicilia contemporanea” dichiara Vincenzo Cutuli, direttore tecnico del progetto. Lo scenario, quello delle Cantine Murgo, ha fatto da cornice a una inaugurazione diversa dalle precedenti durante la quale l’artista ha condiviso con il pubblico presente gli incontri che hanno arricchito il proprio bagaglio culturale, “un interprete della post modernità” lo definisce la curatrice della mostra, Daniela Vasta, che realizza con attitudine spregiudicata una mostra metafisica, non solo una semplice esposizione, una installazione, “come le sedie in una sala d’aspetto” dove è possibile ammirare ed apprezzare le sue esperienze da restauratore. Una mostra ricca di opere che rappresentano vedute, di panorami, di lavori consegnati per frammenti, riconfigurati che vengono sottoposte alla nostra lettura, dalle mille sfaccettature. Durante l’incontro l’ideatore del progetto, Vincenzo Tomasello, ha condiviso con i visitatori un intervento filosofico, un flusso di coscienza che ha catturato l’attenzione dei presenti: incontri di laboratorio emotivo, sensoriale quello che Kyklops vedere l’intero si propone di divulgare.
A fine serata, i visitatori hanno contribuito alla realizzazione di un’opera inedita dipinta col vino.

Ognuno di loro ha lasciato una propria impronta, un segno, dipingendo con pennelli immersi in vino bianco, rosso e nero. Un incontro di odori e di ispirazione che conduce là dove l’arte trova la sua immortalità.

03murgo“Come le sedie in una sala d’aspetto”, una installazione particolare, quasi metafisica…

«Sì, si tratta di un chiaro riferimento al tema dell’incomunicabilità, alla relatività della realtà, un punto di partenza ricco di riflessioni sull’esistenza e sull’importanza della quotidianità.Una lente di ingrandimento dei dettagli che rappresentano le piccole cose, concetto che ritroviamo anche in Pirandello, quando descrive  i minuziosi gesti “del modo di incartare gli oggetti da parte dei ragazzi dei negozi”. In tutte le mie opere, soprattutto nei ready-made vi è una ricerca per i particolari, cerco di cogliere l’aspetto iconografico, e quel che lo rappresenta: le macchie, gli strappi, i tagli o le figure sbiadite dal giallo del tempo. Dopo una fine non si può che ripartire da zero, da un inizio.
Questo il compito precipuo dell’arte e di ogni artista: un universo visivo che rivitalizza (frankensteinianamente, si potrebbe aggiungere) gli albori di ogni forma espressivo comunicativa umana».

In che modo è cambiata la realtà dell’artista?

«I segnali più evidenti del cambiamento sono rappresentati dalla legge di riforma delle accademie: mondo dal quale, un tempo, emergevano gli artisti. Il rapporto era strettamente legato alla classe docente, composta al 99% da grandi professionisti: Emilio Greco, Giorgio Morandi, Concetto Pozzati, ecc. Un cambiamento epocale dell’arte e della figura dell’artista oggi, che crea nei giovani allievi delle accademie. “Il nuovo” rappresenta la velocità, ci ritroviamo così in una società caratterizzata da un’apparente cultura e ricca di apparenza. Nei nuovi linguaggi dell’arte il singolo riesce a costruire un intero mondo e un mondo intero. Nei videogiochi, ad esempio, in cui – come scrive Giuseppe Frazzetto – si distinguono nuove figure che nel suo ultimo libro Epico Caotico, chiama Prosumer, il destinatario di beni e di servizi che non si limita al ruolo passivo di consumatore, ma partecipa attivamente alle diverse fasi del processo produttivo. Atteggiamento tipico nei videogiochi, molto comune ai giovani di oggi».

La mostra sarà visitabile – su prenotazione – fino al 15 settembre 2016, inoltre sarà possibile acquistare il catalogo della mostra a un prezzo promozionale.

 

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi