CATANIA – “Non pochi giorni fa avevamo denunciato la grave situazione in cui versa la nostra regione per quanto riguarda la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, con molti lati oscuri che vanno chiariti, mentre si rischia una colossale emergenza igienico – sanitaria ed i cittadini continuano a subire un vero e proprio salasso dovuto al pagamento della Tari. Bene la Procura di Palermo che ha disposto le indagini dopo i fatti dei giorni scorsi. Auspichiamo adesso che anche la magistratura catanese e le altre procure siciliane si attivino affinchè si possa porre fine a questa situazione scandalosa sulla gestione della spazzatura, che continua a relegare la Sicilia agli ultimi posti, insieme al Lazio, a livello europeo.” Lo dichiara il segretario generale territoriale della Ugl di Catania, Giovanni Musumeci, che aggiunge: “Dalla presidenza della Regione e dall’assessorato regionale competente se ne lavano le mani a colpi di ordinanza, mettendo in croce i sindaci che oggi sono costretti, tra mille difficoltà, a risanare anni di cattiva amministrazione. A partire dal fallimento degli Ato e della loro ormai annosa liquidazione e dall’inutilità delle Srr, che hanno soltanto prodotto costi stratosferici che gli utenti hanno già dovuto pagare. Riponiamo estrema fiducia nell’operato degli inquirenti, perché ancora ci sono troppi aspetti da chiarire a partire dal mancato coordinamento delle politiche ambientali su tutto il territorio isolano, per finire con il continuo ricorso all’utilizzo delle discariche private, passando per tutte quelle gare d’appalto e per gli affidamenti dei servizi che destano più di qualche interrogativo. Perché ci sono ancora in Sicilia comuni che producono il 70% di raccolta differenziata ed altri che non riescono neanche a raggiungere il 3%? Perché – continua Musumeci – si parla sempre di sistemi alternativi per il trattamento dei rifiuti e mai si avvia una seria progettazione e realizzazione, continuando invece a prorogare l’utilizzo delle discariche? Perché, pur consentendo ai comuni di affidare i servizi, ci sono gare d’appalto che durano per diversi mesi, laddove addirittura vi è una sola impresa partecipante? Tutto questo crediamo non sia né normale, né più sostenibile da parte dei cittadini e soprattutto dei lavoratori di un settore come questo che, anziché evolversi e garantire nuovi posti di lavoro, rischia l’implosione. In attesa, dunque, di conoscere lo sviluppo delle indagini, sia degli organi giudiziari sia della commissione parlamentare d’inchiesta, ci rivolgiamo ancora una volta al presidente del consiglio Matteo Renzi affinchè tolga dalle mani dell’attuale classe politica, artefice di un così conclamato fallimento, il coordinamento della gestione del ciclo dei rifiuti nella nostra regione, nominando un commissario governativo con comprovata esperienza nel settore in realtà che funzionano davvero – conclude il segretario Ugl.”

 

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