PALERMO – “Ci sono delle analogie tra la mancanza della cultura della legalità, in alcuni contesti palermitani, e la mancanza della cultura del rischio sismico condiviso. Quasi sempre si preferisce affrontare l’emergenza piuttosto che non affinare la prevenzione che deve diventare l’obbiettivo stabile da raggiungere. In ogni campo, dalla sicurezza in senso di polizia, a quella sui rischi ambientali. Eppure la Sicilia è notoriamente una di quelle aree ad alto rischio sismico“. A parlare è il dirigente del sindacato di Polizia Consap Igor Gelarda. La legge che istituisce il sistema nazionale di Protezione Civile (legge 225/92)[1], individua nel Sindaco l’autorità comunale di protezione civile, a cui è affidata anche la responsabilità della prima risposta all’evento calamitoso. La Protezione Civile, e quindi il sindaco come suo rappresentante locale, deve prevedere, prevenire e soccorrere, da un lato, mentre dall’altro anche informare e formare. Inoltre è previsto anche che il Sindaco, in caso di emergenza, “fornisca informazioni alla popolazione sul grado di esposizione ai rischi ed identifichi idonei sistemi di allerta”. Inoltre, il Sindaco è comunque responsabile della organizzazione preventiva delle attività di controllo e monitoraggio, come dicono le linee guida per la pianificazione comunale d’emergenza.[2] Chiedo quanti cittadini palermitani abbiamo mai avuto informazioni in merito ai possibili rischi, legati ad eventi naturali, cui sono esposti. Quanti sanno che Palermo, nella classificazione sismica nazionale 2015, viene classificata come Zona 2 ( possibilità di verificarsi forti terremoti”), su un totale di 4 zone, in cui la zona1 comprende cittadine come L’Aquila e Amatrice.[3] Quanti palermitani, in caso di evento sismico, sanno dove si trovano le Aree di Emergenza individuate nel piano comunale di Protezione Civile? Oppure quanti sono stati informati su come comportarsi, o su come si gestiscono anziani, bambini e disabili in questi frangenti? Manca l’informazione, compresa anche la cartellonistica relativa a percorsi di esodo e vie di fuga. Inoltre- continua Gelarda- il piano comunale di protezione civile è vecchio di 15 anni,[4] risale infatti al 2001 ed ora il comune ha cominciato a muoversi per aggiornarlo.

“A Palermo – prosegue il sindacalista – manca la consapevolezza del contesto naturale ma anche urbano in cui si vive. Bisogna intervenire subito su edifici evidentemente pericolanti, e poi, così come consigliato dai Tecnici, creare il cosiddetto fascicolo del fabbricato, una specie di cartella clinica di ogni palazzo. Fascicolo realizzabile in primis su edifici di pubblica utilità come scuole, ospedali, uffici delle forze dell’ordine che devono continuare a funzionare anche in caso di calamità. E poi estendere tale fascicolo anche agli edifici privati, con un coinvolgimento responsabile di tutti i cittadini. Questo è uno strumento in uso in molte città europee ed italiane che prescrive di accertare lo stato di manutenzione e le condizioni strutturali degli edifici. Uno strumento che ci permette di conoscere con anticipo le eventuali criticità, rischi sismici, le carenze nelle manutenzioni, prevenendo crolli e controllando gli abusi edilizi”.

In California ogni anno ai cittadini viene fornito un vademecum aggiornato su come affrontare l’eventuale arrivo del “Big One” (il gigantesco terremoto che potrebbe colpire quella regione nei prossimi anni) , mentre a Palermo la cosa di sui siamo più informati sono le ZTL!!! Per evitare di piangere dopo è necessario fare prevenzione, sia tecnica che informativa. E spero che gli organi competenti si mettano subito in movimento in questo senso. Come ha detto l’architetto Renzo Piano: La messa in sicurezza del territorio è un dovere civile, politico e morale.

 

 

[1] http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/view_prov.wp?contentId=LEG1602

[2] http://www.protezionecivile.gov.it/resources/cms/documents/liguria_linee_guida.pdf

[3] http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/classificazione.wp

[4] http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_LaStrutturaRegionale/PIR_PresidenzadellaRegione/PIR_ProtezioneCivile/PIR_9959332.331777021/Censimento%20PIANI%202016.pdf

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