CATANIA  – E’ chiaro che la Festa nazionale  del P.D. al Giardino Bellini contrasta non solo con la Costituzione ma con lo stesso  Codice dei Beni Culturali (ed in principalmente con l’articolo n. 20: Interventi vietati “I beni culturali non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione”) dunque  non solo e’ da considerare a nostro avviso fuori dalla legge nazionale ma rischia di provocare un gravissimo precedente che trasformerebbe,  già da adesso,  la Villa in un centro fieristico!

“Hanno trasformato il monumento vivente Giardino Bellini ‘la Villa’ (bene protetto dal Codice dei Beni Culturali che vieta l’utilizzo dello stesso per fini incompatibili con la sua finalità e architettura. Altro che festa  di partito!) – afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia- SOS BENI CULTURALI – in una ennesima fiera di un partito politico (  ‘privatizzando’ la Villa a danno della città e dei suoi  cittadini)  condannandolo di fatto ancora una volta alla sua infinita trasfigurazione malgrado che le associazioni a difesa del paesaggio e dei beni culturali si fossero opposte pubblicamente e formalmente per salvare un bene culturale patrimonio della città . Si potrebbe dire, sperando di sbagliare, che i politici di questa martoriata città non amano il Giardino Bellini, anzi?

La Sovrintendenza ai Beni Culturali di Catania nel 20.06.2012 con nota prot. 12949  ha espresso formalmente su una richiesta dell’Amministrazione pro-tempore la sua netta ed  inequivocabile contrarietà ad iniziative degradanti e incompatibili con il bene culturale Giardino Bellini, che così recita:  Alla luce di quanto sopra descritto, non ritiene compatibile il tipo di “evento” con la conservazione e la tutela del “Giardino Storico“ in quanto sia l’installazione delle strutture tecnologiche di grande pregnanza, connesse al tipo di manifestazione , sarebbero certamente idonei ad una sede già in uso ad “impianto sportivo” oppure a grandi piazze esterne al contesto urbano, che l’elevato numero di pubblico che tale evento richiamerebbe possono comportare il rischio concreto , anche involontario, di azioni di danneggiamento alla Villa Bellini e alle sue persistenze, tali da recare pregiudizio alla conservazione del Giardino storico. Il tipo di manifestazione non si coniuga con il luogo storico, tanto meno con l’impianto a verde che è parte integrante della Villa Bellini e con le testimonianze di opere scultoree esistenti a rischio”. 

“Fiere o feste-  rimarca ancora  Alfio Lisi –  di partito e altre incompatibili e devastanti iniziative, oltre che illegittime per il Codice dei Beni Culturali e dunque dalla legge vigente , che hanno portato nel 2007 (anche  in quanto devastante e deturpante ma senza che un solo politico di professione abbia mai mosso un dito!) alla pseudo riqualificazione del Giardino Bellini  costata (o che ci costerà visto che la riqualificazione non sarebbe stata  completata tanto è vero che sarebbero stati richiesti altri  cinque milioni di euro per completare  lavori che in gran parte avrebbero dovuto essere stati  realizzati con i fondi europei precedenti)  oltre venti milioni di euro quando il bando di aggiudicazione ne avrebbe previsto circa 12 milioni. Inutilmente le varie associazioni che si sono occupate della salvaguardia del Giardino Bellini hanno chiesto alle amministrazioni che si sono susseguite fino ad oggi di fare luce su tali lavori e sul probabile spreco di denaro pubblico chiedendo inutilmente l’istituzione di una Commissione amministrativa di indagine, Probabilmente non si vuole fare chiarezza su tali lavori di riqualificazione come non si vuole fare chiarezza sull’incendio che ha devastato il chiosco cinese come denunciato da Free Green Sicilia – SOS Beni Culturali denunciato a mezzo stampa in occasione dello scorso  25 agosto nel quindicesimo anno del doloso e doloroso  incendio.

Una città che si considera civile e democratica ma che si rifiuta di  fare chiarezza su aspetti foschi del suo passato non potrà mai avere un futuro di giustizia e verità”.

 

 

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