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Paternò –  Disservizi registrati in diversi quartieri della città a proposito dell’erogazione dell’acqua da parte dell’ A.M.A. S.p.A. Azienda Municipalizzata Acquedotto.

Già lo scorso 9 giugno, sin dalle prime ore del mattino, vi erano seri problemi di approvvigionamento in molti quartieri del paternese, si era pensato che fosse in corso un guasto dovuto ai temporali dei giorni precedenti, mentre invece era stata interrotta la fornitura di energia elettrica per il fornitore del pozzo Acque Nord, causa fatture insolute, di conseguenza la mancata possibilità di distribuire l’acqua. La questione si risolse con una diffida da parte dell’A.M.A. al fornitore affinché venisse ripristinata la situazione.

Ieri sono state molteplici le segnalazioni da parte dei cittadini che hanno telefonato all’ufficio per conoscere le motivazioni della mancata distribuzione, ma soprattutto avere notizie su quando sarebbe stato ripristinato il servizio.

Telefonando al numero di pertinenza dell’azienda, il cittadino è costretto alla gimcana digitale fra una musichetta e l’altra per poter parlare con un operatore, spesso invano, ma quello che si è verificato ieri alle 12 ha dell’assurdo. Dopo la voce registrata, le note musicali per alleviare l’attesa, dopo un paio di minuti, risponde all’altro capo del telefono una voce femminile, chiedo dell’ufficio reclami per segnalare il disservizio e mi sento rispondere dalla signora che lei era una cliente.

“Scusi, ma ho chiamato l’A.M.A.?”

“Sì, ma io sono una cliente che aspetta, qui sono tutti impegnati…” e mi riferisce che si trovava in coda presso quell’ufficio, in attesa di essere ricevuta, che c’era tantissima confusione e gli impiegati erano molto impegnati.

Mentre tento di riprendermi dalla sorpresa la signora sta evitando che qualcuno scavalchi la coda e allunghi la sua attesa.

“Le conviene chiamare più tardi, perché qui non le può rispondere nessuno ora” – conclude.

In quel frangente veniva gradualmente ripristinato il servizio di erogazione nei vari quartieri, già alle 12.30 alcuni potevano tornare a usufruire della preziosa risorsa, certo è che mi è rimasto un dubbio: chissà se dopo una mezza giornata passata a rispondere al telefono, la cliente sia stata remunerata come ‘consulente occasionale’ o almeno con uno sconto sulla sua fattura.

Nel pomeriggio la distribuzione è stata nuovamente sospesa, e io che mi pento di aver pagato, con 15 giorni di anticipo, la fattura… che l’azienda si trovi in ‘cattive acque’?
Anna Agata Mazzeo

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