CATANIA – Suona la campanella: inizia la scuola. Festa tra i banchi, solite chiacchiere con i professori. Nuovo anno… vita “vecchia”. O, almeno, quella degli studenti del Liceo Classico e Scientifico “Concetto Marchesi” di Mascalucia, costretti a trascorrere un altro anno scolastico da far invidia al viaggio omerico del povero Ulisse. O al cammino da inferno a paradiso di Dante.

Ma qui Beatrice c’entra poco: e la figura della donna amata viene rappresentata dalla metafora di una scuola “fantasma” – almeno dal punto di vista dei plessi – , da sempre problema degli studenti del liceo. Ma ricapitoliamo, con ordine: dopo anni di battaglie e proteste contro la classe dirigente locale, a lungo “sorda” alle questioni avanzate dagli alunni, nello scorso 2014 è stato inaugurato il nuovo edificio di Via Case Nuove, destinato a diventare la sede di buona parte del liceo. E le intenzioni non sono cattive: si tratta, infatti, di un plesso all’avanguardia, capace di offrire i servizi adatti allo svolgimento delle lezioni. O, almeno, “in potenza”.

Al contrario, la situazione assume i connotati fantascientifici di una pellicola cinematografica: ad oggi, infatti, non sono stati ancora effettuati numerosi collaudi all’interno del nuovo plesso, il tutto ai danni degli studenti. Ma loro non si sono fermati, anzi: forti degli anni passati in edifici con “classi sgabuzzino”, i ragazzi hanno letteralmente occupato la struttura, grazie anche al coraggio della preside, Lucia Maria Sciuto, dando così inizio al nuovo anno scolastico.

Ma ciò non pone fine ai problemi: il primo e il secondo piano del nuovo plesso, infatti, non è, al momento, funzionale per intero, in attesa dell’autorizzazione per dividere gli spazi presenti in aule. Per questo motivo, gli alunni saranno costretti ad una serie di turnazioni al limite dell’incredibile, con orari a rischio “settima ora” e rotazioni “fisiche” delle classi. E tutto ciò, inutile dirlo, passa inosservato sotto gli occhi dell’ormai ex Provincia di Catania, tra lo stupore generale.

“Siamo stanchi di vivere questa situazione: così non si può fare scuola”, afferma il rappresentante degli studenti, Giuseppe Trovato. “Da un anno riceviamo continue promesse dalla Provincia e dal Comune di Mascalucia riguardo “l’imminente” soluzione del problema: ma nulla”, prosegue. “Se non dovessero arrivare risposte concrete ci mobiliteremo e andremo a protestare sotto gli edifici degli enti responsabili di tutto ciò, perché così non si può continuare”, conclude il rappresentante.

E dalla Provincia – si fa per dire – le risposte scarseggiano: è un continuo “rinvio” quello a cui è sottoposto il liceo, lasciato sempre più solo in questa battaglia. Ma il “Marchesi” non si arrende: per garantire il regolare svolgimento dell’anno scolastico, infatti, la dirigenza sta sfruttando al massimo i locali a sua disposizione, utilizzando anche un edificio con problemi strutturali, quale quello di “Via dei Villini”, di proprietà del Comune e non destinato originariamente ad uso scolastico.

“Ci sono due spiegazioni: o si tratta di negligenza, oppure ci sono altri “interessi” mirati a non farci lavorare”, tuona la preside dell’istituto. “Bastano piccoli accorgimenti per risolvere la situazione: ma non si fa nulla. Sembra quasi che vogliano farci chiudere, trasformando il nuovo plesso in una grande opera incompiuta: e invece noi abbiamo iniziato l’anno scolastico, e pertanto non ci sono riusciti”, continua Lucia Maria Sciuto. “E non è vero che non possono fare nulla: non c’è una volontà politica dietro capace di garantire una soluzione. Non vogliono bandizzare altri locali, o riqualificare il primo piano del nostro? Va bene, ma che costruiscano nuovi moduli nel nostro terreno allora: non è difficile. E, invece, qui si cerca sempre di prolungare i tempi inutilmente”, ammette il dirigente scolastico.

Ed è un punto di non ritorno quello raggiunto: se la Provincia non risolve il problema in breve tempo, il “Marchesi” rischia di chiudere i battenti già dal prossimo anno: “La scuola va incontro ad una vera e propria “implosione”, spiega Oreste Caniglia, docente del Liceo Classico e Scientifico, nonché responsabile del plesso di “Via dei Villini”. “Se non verranno messi a disposizione nuovi locali, l’anno prossimo non potremo più fare lezione: è una situazione gravissima. Per evitare ulteriori questioni, abbiamo limitato le iscrizioni, e non possiamo neanche garantire agli studenti orari decenti: bisogna muoversi alla svelta”, ha spiegato.

E “dall’alto” tutto tace: segno inequivocabile che l’istruzione, ancora una volta, viene messa in secondo piano, favorendo la costruzione di centri commerciali, magari, o di ecomostri destinati a deturpare il paesaggio. Ma forse il “Marchesi” stona con il contesto generale: un liceo che da sempre fonda le sue radici sul binomio “innovazione e tradizione” potrebbe rappresentare il fiore all’occhiello di un territorio grigio e cupo. Quello di una classe dirigente che preferisce l’inferno dantesco al paradiso, e che non perde occasione per dimostrarlo.

Antonio Torrisi

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