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Circola da mesi su Whatsapp , ma in questi giorni si fa più fitta, la catena di messaggi sul DDL 107: “La buona scuola” tra i gruppi di mamme di asili ed elementari, che lancia un allarme inquietante: “In questi giorni i piani alti vogliono approvare una legge che prevede l’inizio da settembre 2015 dei corsi gender nelle scuole dei nostri bambini (…) La loro astuzia sta nel non informarci (…)”
E’ già che siamo in clima vacanziero, con ferragosto alle porte, quale miglior periodo per approfittare della distrazione delle ferie per rifilarci qualcosa di riprovevole?
Secondo le catene di messaggi che girano sui social, il corso gender, (magari non tutti conoscono il significato di questo termine), prevede che si parli di masturbazione (precoce) e sessualità anche negli asili fra i bambini che hanno meno di 4 anni, per arrivare a nozioni più specifiche, come l’aborto, agli alunni di 14 anni.
Questo il programma, che secondo chi ha dato il via alla catena, sarebbe un estratto del ddl Fedeli, il disegno di legge sull’insegnamento di genere presentato dalla vicepresidente del Senato.
A dar retta agli allarmismi diffusi, pare che il nuovo anno scolastico si aprirà all’insegna della sessualità: i nostri teneri pargoli saranno smaliziati una volta per tutte, con lezioni sulla masturbazione, i rapporti sessuali, l’aborto, la violenza, come se la televisione avesse lasciato qualche lacuna nella loro crescita precoce.
In realtà il testo del disegno di legge sulla “Introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici delle scuole del sistema nazionale di istruzione e nelle università” prevede all’articolo 1 comma 1 di: “adottare i provvedimenti necessari a integrare l’offerta formativa dei curricoli scolastici di ogni ordine e grado con l’insegnamento a carattere interdisciplinare dell’educazione di genere finalizzato alla crescita educativa, culturale ed emotiva , per la realizzazione dei principi di eguaglianza, pari opportunità e piena cittadinanza nella realtà sociale contemporanea”.
Nessun complotto, dunque, quello sul gender è un corso, che tende ad abbattere barriere date da stereotipi, finalizzato ad abolire fenomeni di omofobia, razzismo, bullismo, violenza contro le donne, a partire dai banchi di scuola.
In un’Italia che resta indietro rispetto alle tendenze degli altri Paesi europei, questo insegnamento, sembra essere uno dei pochi dettagli, o forse l’unico di questo ddl, che fa percepire un impegno verso un Paese più civile.
Se in fase di iscrizione a scuola, vi chiedono di firmare il “Patto di corresponsabilità”, accertatevi pure, che stiate firmando una collaborazione scuola-famiglia per la crescita dei vostri figli, ma non fatevi prendere dal panico, non state dando in pasto le pecore ai lupi, non orienteranno i vostri figli verso l’omosessualità, né illudetevi di firmare per un’abrogazione del DdL 107, resta sempre valido il consiglio di ‘informarsi’ prima di firmare qualsiasi petizione o di creare falsi allarmi.
Anna Agata Mazzeo

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