“BOBBONE 15.16”- IMPUGNA IL COGNOME DELLA STESSA PITTRICE (LIDIA) LA PERSONALE A PALERMO DECISA DAL CRITICO D’ARTE PAOLO BATTAGLIA LA TERRA BORGESE. SARÀ INAUGURATA SABATO 26 MARZO ALLE 11 A VILLA NISCEMI

PALERMO – Dopo l’Art Nouveau, il movimento noto in Italia come stile Liberty, dopo le avanguardie del ‘900 come quella del Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti, poeta e autore teatrale, drammaturgo e quella dell’Arte Povera di Germano Celant, genovese, che nel 1967 conia questo termine, dopo la Transavanguardia neologistica di Bonito Oliva, consacrata tale nella Biennale di Venezia del 1980, che praticamente recupera la pittura tradizionale unendola a quelle di avanguardie storiche, in Italia si propone un moto artistico teorizzato nei primi anni del 2000.

Questo Movimento, tale perché definisce in modo sufficiente area, consistenza, confini problematici, pure quando è possibile descriverne la poetica in ambito storico-critico, si chiama l’Estetica Paradisiaca, e manifesta la determinazione di attuare una forma di Paradiso sulla Terra in una sorta di interpretazione dantesca. E di questo Movimento, oggi concretizzato con la presentazione a Marzo scorso presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, fa parte a pieni titoli la pittrice Lidia Bobbone per le sue opere – già catalogate nel Manifesto – le cui identità filosofiche, come vuole il progetto, sono tutte primariamente connotate da armonie cromatiche chiare, ed esprimono l’eguaglianza del dipinto rispetto a sé stessi per rappresentarne gli ideali, secondo le intenzioni del teoreta del Movimento.

Mi preme evidenziare, che queste qualità della Bobbone sono state consegnate alla memoria, sempre alla Camera dei Deputati, nell’ambito di una cerimonia, con un pubblico riconoscimento, che si aggiunge ad importanti ovazioni come la 56a Biennale di Venezia; come pure ”Artisti per il Giubileo”, mostra d’arte con il logo ufficiale dell’anno giubilare che impegna la nostra Bobbone nella duplice esposizione della Basilica Papale di San Paolo Fuori Le Mura e Palazzo Maffei Marescotti in Vaticano; per non parlare di annullo filatelico di Poste Italiane, realizzato con una opera di Lidia entrata a far parte della collezione storico postale che è esposta presso il Museo storico del Ministero dello Sviluppo Economico; persino la Chiesa si interessa a lei: è recente la acquisizione di due opere dell’artista nella Parrocchia di Santa Maria La Nova a Palermo; un’altra opera di Lidia è stata musealizzata nel Museo Civico di Arte Contemporanea Giandalia, di cui mi onoro essere io stesso il curatore nella mia qualità di consulente del Sindaco; e potremmo anche parlare di testi che si possono reperire nelle librerie, che parlano interamente di Lidia, presentati in RAI, in Mondadori. Ora è doveroso ripercorrere competenze, successi e riconoscimenti dell’artista per lo studio di una sua mostra.

Tuttavia siamo qui a parlare del vernissage, termine col quale, un tempo, nel passato, si indicava l’abitudine dei pittori di invitare gli amici alla verniciatura del quadro appena finito. E il quadro appena finito, che celebra, quale “portavoce”, questa rassegna è, “Uova: possibilità”. Potente messaggio, lo si distingue sulla bellissima locandina di questo evento, scherzosamente potremmo dire che le uova sono ancora fresche. C’è una ragione: la Pasqua che tra poche ore celebreremo. Il nome di questa ricorrenza deriva da un termine ebraico che significa “passare oltre” e dunque richiama il “passaggio”, cioè la “liberazione” del popolo di Israele dalla schiavitù egiziana. Pertanto, allegoricamente, il mutamento ad altro stato di esistenza. La Pasqua del nostro tempo ricorda la dipartita e la risurrezione del Salvatore quale arcano che custodisce l’affrancamento dell’uomo attraverso il suo “risveglio” alla vera vita. L’epoca attuale vive nella Pasqua la tradizione laico-pagana dell’uovo di cioccolato, che va ben oltre la naturale usanza sociale. L’uovo è il simbolo della vita per eccellenza, dentro vi si forma la vita.

Su questa tela dipinta senza cavalletto sono distese le tenuità di colori, pretese dal Movimento, per raffigurare quattro uova secondo le cosmogonie che fanno dell’uovo l’immagine del creato, visto che si divide in due parti, il cielo e la terra, cioè l’Universo. Lidia Bobbone coglie l’incontro e porge alla nostra lettura anche il volatile stretto al rito della Pasqua: la colomba. Nel dipinto l’astrazione della colomba è rappresentata dal fondo nudo della tela che, bianca di suo, è qui strumento rappresentativo della purezza di cui essa è simbolo, di innocenza e armonia, di dolcezza e amore, della prudenza. Così è il significato profondo della Pasqua e della Esistenza quali “Possibilità” raccontate da Lidia Bobbone.

                                                                                                                                                     Studio del critico Paolo Battaglia La Torre Borgese

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