ACI BONACCORSI – Un tempo, che sembra ormai consegnato alla storia, dicevi Aci Bonaccorsi e subito pensavi al Comune virtuoso per eccellenza. La piccola Svizzera del sud Italia, dove tutto funzionava e i cittadini vivevano in una specie di paese dei balocchi. Ordine, pulizia, servizi efficenti e soprattutto tasse e tributi adeguati. Non lasciatevi ingannare dal banner sul sito istituzionale che vi racconta la balla colossale che Aci Bonaccorsi fa parte dell’ ”Associazione dei Comuni Virtuosi” perchè una cosa e farne parte ben altra è esserlo.
Bisogna spingersi indietro fino alle elezioni amministrative del maggio 2012 per rintracciare il filo di questo virtuosismo, quSchermata 2016-01-25 alle 19.12.17ando alla carica di primo cittadino viene eletto Mario Alì. Il sindaco uscente, Vito Di Mauro, consegna al suo successore un Comune con bilancio in attivo premiato dalla Regione con 56 mila euro di trasferimento aggiuntivo nel 2013 e servizi di prim’ordine che neanche lontanamente si possono immaginare in Sicilia.
Bene, in meno di quattro anni, mattonella dopo mattonella, la nuova amministrazione non solo ha letteralmente depauperato il consistente lascito ma è riuscita  a fare peggio diminuendo in maniera drastica i servizi a fronte di un forte aumento di tasse e tributi.
Ma andiamo per ordine. Si dice che chi bene comincia è a metà dell’opera. Quello che non ha fatto la nuova amministrazione che è partita subito con il piede sbagliato. Cominciamo dall’indennità di carica di sindaco, assessori e presidente del Consiglio che è pari a 75 mila euro circa. A marzo 2013 con una delibera di Giunta la portano al massimo consentito dalla legge per gli amministratori nella fascia compresa tra 3 mila e 10 mila abitanti. Lo fanno con effetto retroattivo dal gennaio 2013. Le forti pressioni e le lamentele dell’opinione pubblica li costringe a fare marcia indietro. Ma non del tutto, perché pur rinunciando al 20%  del massimo aumento restano comunque
in una soglia di aumento del 30 % rispetto a quanto percepivano nel 2012. Finanza creativa si potrebbe definire, noi lo chiamiamo scialacquio, perchè non è facile attestarsi d’ufficio sulla soglia più alta dei 10 mila abitanti quando ad Aci Bonaccorsi se ne contano poco più di 3 mila. Ci vuole creatività e anche faccia tosta in un momento in cui le famiglie a stento riescono ad arrivare a fine mese, la disoccupazione dilaga e i giovani non hanno prospettive. Forse un tantino di sobrietà da parte di chi governa non avrebbe fatto male.
Altro sperpero ai danni della collettività, così per non farsi mancare nulla, è stata la convenzione per il segretario comunale, prima con Milo nella fascia sotto i 10 mila abitanti per una spesa complessiva di 75 mila euro,  poi con il Comune di Zafferana prima e con Viagrande dopo nella fascia oltre i 10 mila abitanti che comporta una spesa complessiva di 100 mila euro con la conseguenza che con la stessa spesa le ore di servizio si sono drasticamente abbattute. Finanza creativa anche questa? No, ancora spreco di denaro pubblico.
Passiamo agli oneri di urbanizzazione. Prima della finanza creativa dell’attuale amministrazione i cittadini che costruivano avevano la possibilità di pagare in quattro rate mentre le ditte costruttrici dovevano pagare tutto in anticipo. Cosa fa la nuova l’aSchermata 2016-01-26 alle 09.37.55mministrazione? Non solo elimina il pagamento anticipato degli oneri per le ditte costruttrici ma le abbassa del 20% rispetto al 2011, con un ulteriore abbattimento, conseguenza del mancato adeguamento di legge. Risultato: 30 % in meno di oneri. Così su un incasso stimato di 200 mila euro l’abbattimento ha prodotto al Comune minori introiti per 60 mila euro annui, rimasti per la maggior parte nelle tasche delle ditte costruttrici. Questi sono solo alcuni esempi “virtuosi” di come è facile far fallire un Comune. Tutto questo comporta inevitabilmente una minore attenzione ai servizi, come quello per l’assistenza  domiciliare agli anziani, ai disabili e e ai nuclei familiari bisognosi, finito nel dimenticatoio il 31 dicembre del 2015 e riesumato in tutta fretta con una delibera del 7 gennaio 2016. Nel frattempo il servizio è stato sospeso e come ha assicurato l’assessore alle Politiche sociali, Graziella Messina, che pure si prodiga come pochi a far funzionare il suo assessorato, dovrebbe ripartire a giorni. E’giusto, a scanso si equivoci, riportare qui quanto si legge nella delibera: “…considerato che detto servizio non può essere interrotto in quanto si riferisce ad attività rivolte a soggetti fragili e bisognosi di assistenza e cure continue per cui si ritiene necessario continuare ad erogare il servizio  anche riducendo le ore e numero di assistiti ma, per la stessa tipologia di interventi, provvedendo ad attivare procedure per l’affidamento ai sensi del vigente“Regolamento per lavori servizi e forniture in economia per un periodo di circa mesi tre e comunque fino all’esaurimento delle somme disponibili.…”.
Insomma, se consideriamo l’importo di 10 mila euro per il quale non c’è bisogno di gara e quindi si può procedere a trattativa privata viene da pensare che, forse, la dimenticanza non è stata poi così casuale.  Affidare un servizio senza gara, frazionando la spesa totale annua che dovrebbe superare i 40 mila euro è, se non andiamo errati, un abuso d’ufficio. A meno che dobbiamo credere, con rammarico, che dopo tre mesi finiti i soldi impegnati il servizio sarà totalmente sospeso.
Indicativo è l’abbattimento della spesa per l’assistenza sociale che dal 2012 ad oggi ha subito un vero e proprio salasso. Circa 340 mila euro nel 2012, 240 mila nel 2013, 230 mila nel 2014, 200 mila nel 2015.
E il 2016 comincia nel peggiore dei modi perché anche le spese correnti relativi al 2015 sono state addebitate al bilancio 2016 ancora da programmare. Per fare un esempio è come se una famiglia sposta le utenze da pagare di un anno per far quadrare il bilancio. Questo è apparentemente in pareggio ma nella cruda realtà sono stati contratti debiti per il futuro.
L’unica certezza e che il Comune di Aci Bonaccorsi non ha più soldi, sperperati da un’amministrazione poco virtuosa e di questo passo corre dritto verso il default.
A nulla è servito imbarcare in Giunta l’esperto in materia finanziaria Claudio Strano, antagonista dell’attuale sindaco alle ultima amministrative, che avrebbe dovuto far quadrare i conti e che invece si è visto costretto ad alzare mestamente bandiera bianca. Lo ha fatto in occasione, a fine novembre, dell’approvazione del  bilancio di previsione 2015 quando insieme al sindaco Alì hanno dichiarato alla stampa che “il Comune sconta difficoltà economiche dovute a minori trasferimeSchermata 2016-01-26 alle 09.38.36nti statali e regionali che, di fatto, rendono sempre più problematica e complessa la governabilità del paese”.
Giustificazioni approssimative anche perché, ormai, a questa storia dei minori trasferimenti non crede più nessuno e a pagare, alla fine, è sempre il cittadino.
Per quadrare il bilancio 2015, dicono, si è reso necessario aumentare l’imponibile Irpef comunale di due punti sino a portare l’aliquota al 7%, più che raddoppiata rispetto al  2012 quando era al 3%. Di fatto hanno messo le mani nelle tasche dei cittadini per 100 mila euro annui. Nel frattempo l’erbaccia cresce sovrana, in diversi quartieri la pulizia latita, la segnaletica è uno sbiadito ricordo di tre anni fa, le buche fanno somigliare le strade a una pericolosa gruviera di pietre e terriccio. Solo il centro mantiene ancora un certo decoro.
Cosa hanno fatto gli amministratori dell’ex Comune virtuoso con i soldi in più imposti ai cittadini? Hanno rifatto la fontana della villa comunale per 48 mila euro, hanno stampato l’effigie del Santo Patrono, Santo Stefano, nel muro di Palazzo Cutore per 10 mila euro e relativi fuochi d’artificio per 9 mila euro e ultima chicca, dato incarichi per 50 mila euro per rifare il Piano regolatore generale.
Non sono fantasie. Andate a dare uno sguardo all’Albo pretorio del Comune. Ci sono atti ufficiali, delibere e determine che fanno chiarezza su quanto stiamo dicendo. Sono numeri e i numeri sono come pietre lanciate da una fionda. Fanno male.
Tralasciamo giudizi sulla nomina del nuovo assessore al Bilancio e sul suo operato, non ci competono. Claudio Strano è ritenuto dai più, e non lo mettiamo in dubbio, un “gentiluomo” e un esperto in materia finanziaria. Sulla formula convenzionale di “gentiluomo”, che dalle nostre parti indica una persona dabbene e candida, e sulle sue capacità tecniche si è aggrappato il sindaco Alì quando lo ha convinto a far parte della sua Giunta esponendosi agli strali di molti cittadini che hanno gridato, giustamente, all’inciucio. Alla fine del mandato sapremo se è l’uno o l’altro. O l’uno e l’altro insieme. E sapremo se si presenterà ancora al giudizio dei cittadini per conquistare lo scranno più alto del Palazzo di Città.
Ora la partita importante si gioca sul Piano regolatore generale. E’ lì che sta la chiave di tutto. E’ lì che è scritto il destino dell’amministrazione Alì. Avremo tempo per approfondire l’argomento, perché i cittadini di Aci Bonaccorsi hanno capito che è per la “roba” che si fa politica e con la politica alcuni stanno cercando di dare valore alla loro “roba”. Questo, bellezza, è il declino di un paese un tempo virtuoso.

R.S.

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