ACI CASTELLO – Che le acque del territorio di Aci Castello siano inquinate, ormai è cosa risaputa: e se ne avesse avuto la possibilità ne avrebbe parlato anche Giovanni Verga ne “I Malavoglia”. E non sarebbe stata cosa strana, anzi.

Con ogni probabilità nel racconto sarebbe stata trattata, citata e chissà anche analizzata la situazione relativa al progetto che dovrebbe collegare il depuratore acese a quello della città di Catania, risolvendo così il “problema inquinamento” delle aree balneari del Castello, pur creando disagi in altre zone. Ed è in questi casi che un argomento da “strano” diventa quasi “leggendario”, perché nonostante le numerose segnalazioni degli scorsi mesi, tra cui quella di Legambiente e di Sicet (Sindacato Inquilini Casa e Territorio), effettuate poco prima della stagione estiva, non è cambiato nulla.

A queste, negli scorsi giorni, si è aggiunta la denuncia dei rappresentanti di “Sinistra Ecologia e Libertà”, Marcello Failla, Fulvia Privitera e Enrico Giuffrida, che tuonano dichiarando l’esistenza di una larga porzione di territorio marittimo inquinato nel catanese, che abbraccia il golfo di Ognina, Piazza Europa, includendo la Playa e il villaggio Primosole, oltre che la zona della stazione centrale, quella del porto di Catania, del cementificio e del faro Biscari. “E basta?” Chiaramente no: nella lista figura anche la zona marittima dei “ciclopi”. E non sorprende.

Negli scorsi mesi, era stato proprio l’assessore all’Ecologia del Comune di Aci Castello, Salvo Danubio, intervistato dalla nostra redazione, a raccontare la storia del depuratore e la situazione alla vigilia della stagione balneare: “E’ una situazione strana: abbiamo tutto pronto e attendiamo solo l’autorizzazione del Governo regionale – ammetteva – . Noi, per adesso, non possiamo fare più nulla”. Ma la condizione delle acque non preoccupava: “Purtroppo l’iter ha subito un rallentamento negli scorsi anni, anche a causa di un ricorso della ditta appaltatrice e della volontà degli altri comuni di allacciarsi al collettore: posso, però, affermare con certezza che l’acqua di Aci Castello non è inquinata”, spiegò.

Ma, evidentemente, le acque non erano poi così pulite. Sulla stessa lunghezza d’onda, negli scorsi giorni il sindaco, Filippo Drago, intervistato dalla redazione di Sudpress, è tornato sull’argomento: “La Regione si è bloccata in attesa del deposito della sentenza di Stato che determina finalmente l’assegnazione dei lavori. Il comune di Aci Castello sta aspettando da 2 anni, da settembre 2013”, afferma, rispondendo a SEL e richiamando i responsabili in Parlamento di scarso interesse.

La risposta del partito non si è fatta attendere, e a parlare è chi la situazione la conosce bene: l’ex sindaco del Comune acese, Paolo Castorina: “Durante la mia sindacatura abbiamo lavorato al progetto originario per costruire le condotte sottomarine: in passato  con un trattamento biologico molto semplice si poteva scaricare in mare a grande profondità, ma poi  la legge venne modificata. Secondo la nuova normativa il trattamento biologico doveva essere molto più forte e ci voleva una vera e propria stazione biologica che ad Aci Trezza non poteva essere realizzata perché nel paese non c’era spazio, ed a monte vige il vincolo idrogeologico”, ha affermato.

“Il progetto successivo è quello di cui parla  oggi il sindaco Drago e che è stato dichiarato esecutivo da un commissario ad acta. L’idea è di realizzare una condotta che, raccogliendo i reflui di Aci Castello ed Aci Trezza, si colleghi  con la condotta catanese che recapita i reflui di Pantano D’Arci, ma questo richieda che Catania sia pronta. Tuttavia questa condotta, chiamata “Allacciante”, è ancora in fase di sistemazione  e ci sono altri problemi tecnici che andrebbero risolti”, ha aggiunto.

“Certamente quello che dice Drago è giusto, bisogna fare questo appalto, ma questo non basta: l’appalto risolverebbe infatti solo una parte dei problemi. Prima di tutto si devono completare le fognature perché altrimenti come si collegano le case alle condotte? Ad Aci Trezza circa l’80 per cento delle fognature sono pronte, ma ad Acicastello praticamente non esistono. Qui, per risolvere il problema, si devono fare le fognature e poi collegarle con la condotta e quindi, purtroppo,  passeranno ancora molti anni”, afferma Castorina.

Secondo l’ex sindaco, infatti, nel progetto del primo cittadino Drago “non rientra un sistema che permetta di risolvere le condizioni in cui i reflui non riescono ad essere pompati regolarmente. Data l’urgenza e l’importanza della problematica, SEL-SI interverrà a livello regionale e nazionale per velocizzare le procedure di appalto e per verificare gli aspetti tecnici del progetto”, ha ammesso, lanciando un messaggio chiaro: la situazione verrà risolta, ma non subito. E intanto si va avanti, a botte e risposte su un argomento quasi “leggendario”, o magari “narrativo”: adatto a “I Malavoglia” di Verga. E, d’altra parte, il titolo del racconto parla da sé.

Antonio Torrisi

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