ACI CASTELLO – Cassonetti stracolmi e sacchi neri ovunque: questo il “panorama” che è possibile ammirare a pochi metri dal centro di Aci Castello, quasi a dire: “Il mare? La fortezza? Ma dove? Da qui non si vede nulla!”.

Va bene: niente commedie, né tragedie. Ma le foto parlano da sé, e il fatto che eventi del genere avvengano fuori dal centro non rende il boccone meno amaro: in particolare se si tratta di una zona come quella di via Aci Castello. E ci chiediamo: la differenziata?

Facciamo ordine, e un passo indietro: torniamo, per pochi istanti, allo scorso Aprile, quando il Comune ha istituito un osservatorio sui rifiuti, mirato alla ricerca di sistemi di smaltimento efficienti, nonché al monitoraggio della spazzatura. E, tra una chiacchierata e l’altra, noi di Siciliajournal eravamo pure riusciti a strappare una promessa all’assessore all’ecologia, Salvo Danubio: “La differenziata partirà a breve. Si tratterà di un cambio netto rispetto al passato, ma ci aiuterà a crescere”. Quale cambio? La situazione non è cambiata di una virgola!

Il tutto, naturalmente, ai danni – oltre che dell’ambiente – dei cittadini, che puntualmente sono obbligati a pagare cifre che variano tra i 600€ e gli 800€ per un servizio “fantasma”. Già, perché i cassonetti ci sono, e la raccolta porta a porta riguarda i rifiuti in generale, senza una precisa distinzione tra i soliti “vetro, carta, umido”. E la notizia non ha tardato a spargersi per i comuni limitrofi: nella maggior parte dei casi, infatti, si verifica un vero e proprio “esodo” verso la zona dell’acese, meta ambita da chi deve liberarsi della propria immondizia – indifferenziata -.

E perché non chiamare i vigili urbani? Perché sono in “pausa pranzo”: e non è un modo di dire. Sono numerose le segnalazioni che quotidianamente vengono rivolte al Comando della Municipale di Aci Castello, e la risposta è sempre la stessa: “Il fenomeno avviene alle 14? In quell’ora c’è il cambio turno, ci spiace”. E va bene, pasta e cozze: l’ambiente può aspettare.

Ma non temete, il sindaco, Filippo Drago, ha avuto un’idea geniale: lo “spazzamare”. Già, avete capito bene: un battello che pulisce il mare! Ed è proprio il primo cittadino a comunicarlo, attraverso una nota stampa: “Grazie ad un finanziamento del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare l’imbarcazione speciale in dotazione all’Area Marina Protetta “Isole Ciclopi” è ritornata a solcare le acque della stessa zona protetta per “catturare” i rifiuti abbandonati in mare e portati dalle correnti”, anche gli scarichi che puntualmente finiscono nelle zone balneari? Va bene, non divaghiamo.

“Ringrazio il Ministero che ha accolto la nostra richiesta finanziando l’attività annuale del battello “Spazzamare”, che sicuramente ci permetterà di tenere più pulite le acque della nostra Area Marina Protetta. Ringrazio anche la Capitaneria di Porto che ha prestato la massima attenzione affinché questo servizio abbia potuto prendere avvio in tempi brevi”, ha concluso Drago, palesemente soddisfatto ed entusiasta. Insomma, si pulisce l’acqua. L’acqua – sporca – che giornalmente va e viene, un po’ come il famoso fiume del filosofo Eraclito. E qui c’è molta filosofia, magari orientale, se si “spazza il mare”, e non le strade. Perché quelle non scorrono, rimangono. O magari siamo noi a pensarla diversamente.

Antonio Torrisi

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