di Mariagrazia Miceli

ACI TREZZA (CT). Si è trattata di un’esperienza emozionante per Aci Trezza e i suoi visitatori: giorni fa la Torre dei Faraglioni è stata protagonista di un evento unico che gli ha dato vita nuova grazie alla ricerca e alla tecnologia. Il bastione infatti, illuminato per l’occasione e aperto ai visitatori, è stato oggetto di studio dell’associazione culturale “Centro Studi Acitrezza”, organizzatrice dell’evento che ha visto, oltre alla presenza del consigliere comunale Toni Guarnera e dell’assessore ai Beni culturali Gisella Patané, la partecipazione di molti cittadini.

Nella prima parte dell’incontro, all’interno della sede dell’associazione culturale, si sono proiettate immagini relative al restauro e scorci inediti della parte sommitale della fortezza, risalente alla fine del XVII secolo, realizzate grazie all’ausilio di un drone.
Inoltre il socio ricercatore Graziano D’Urso ha illustrato, anche attraverso alcuni documenti raccolti all’Archivio di Stato di Palermo, gli studi condotti sulla Fortezza insieme al presidente Antonio Castorina, Luisa Marino, Emanuela Motta e Andrea Vannelli, che hanno aggiornato e approfondito le prime ricerche storiche su Aci Trezza curate da Don Salvatore De Maria, dal maestro Santo Pellegrino e dal professore Enrico Blanco nel suo testo “Trizza, le origini” a cavallo tra l’800 e il 900.

Soddisfazione ha espresso il giovane presidente del “Centro Studi Acitrezza”, Antonio Castorina che ha affermato: “la presentazione dello studio sulla Torre dei Faraglioni è la conclusione di un lavoro che ha radici lontane. Il risultato è stato ottimo e siamo felici della grande cornice di pubblico che l’evento ha avuto. Aci Trezza ha sete di cultura, c’è bisogno di aprire nuove fonti”.

L’associazione si è sempre prodigata per la valorizzazione e tutela delle bellezze della terra dei Ciclopi perché, come ha affermato il suo presidente, “la cultura apre la mente e le menti aperte non sono controllabili”.

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