ACIREALE – «Siamo al vostro fianco, vi aiuteremo nella raccolta firme e sosterremo qualunque vostra azione di protesta affinché l’antenna venga rimossa o quanto meno spostata dai punti sensibili. È una battaglia che ci accomuna, come oggi voi dite no, il Comune si è opposto, non ha dato alcuna autorizzazione, ci siamo messi di traverso, abbiamo dato il diniego in conferenza di servizi. La compagnia telefonica si è rivolta al Tar, dopo il rifiuto del Comune, che ha dato ragione alla Vodafone, affermando che il progetto rispetta le norme nazionali, ovvero la distanza minima di 50 metri dai luoghi sensibili, anche se il regolamento approvato a fine 2014 dal consiglio comunale di Acireale amplia il raggio a 200 metri. Il Comune non ha autorizzato l’installazione né di questa antenna, né di quella di via Monetario Floristella, né di quella che vorrebbero installare a Pennisi. Abbiamo cercato di dialogare con Vodafone per trovare soluzioni alternative concertate, siti lontani dai punti sensibili, ma non hanno sentito ragioni. L’intento dell’amministrazione è chiaro portiamo avanti insieme la battaglia», così il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, ha spiegato la posizione dell’amministrazione comunale all’assemblea pubblica indetta dal “Comitato per Pennisi” contro l’antenna di telecomunicazioni installata nella frazione di Fiandaca, in un terreno privato a ridosso della chiesa, della piazza e all’asilo della frazione.
All’incontro in piazza erano presenti i componenti della giunta, il presidente e rappresentanti del consiglio comunale. A rafforzare ulteriormente la netta posizione dell’amministrazione comunale acese è intervenuto anche il deputato regionale Nicola D’Agostino: «Questa antenna è una schifezza. Un obbrobrio, una scelta priva di buon senso, di buon gusto e di rispetto per la comunità e per il paesaggio di un piccolo centro immerso nel verde, a prescindere dal fatto che sia autorizzata dalla legge. Non ci resta altra arma che opporci come amministrazione comunale, con tutti gli strumenti che ci dà la legge. Ma serve una mobilitazione contro la Vodafone, una raccolta firme che parte da Acireale e dalle sue frazioni. Attacchiamoli con le armi della civiltà, facciamo una raccolta firme per dare sostegno all’azione legale del Comune di Acireale, è l’unica scelta percorribile, dato che oggi non ha prevalso il buon senso di chi ha impiantato questa antenna».

 

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