ACIREALE – La Timpa continua ad essere al centro delle preoccupazioni dell’Amministrazione comunale di Acireale. Il Consiglio comunale, infatti, si è riunito nei giorni scorsi  per discutere del Piano di utilizzo della Riserva naturale orientata “Timpa di Acireale” e sull’area Gazzena. Presenti in aula il dirigente dell’Azienda foreste demaniali etnea, Luigi Piccinini, è il coordinatore del gruppo di lavoro per la redazione del Piano di utilizzo, Agatino Sidoti. Gran parte della discussione ha riguardato il lavoro svolto dal suddetto gruppo, di cui i due esperti fanno parte, concentrandosi in particolare sulla possibilità da parte della Regione Siciliana di acquisire l’area Gazzena. “Tramite una nota firmata dal coordinatore del gruppo, dal Sindaco e dal sottoscritto si è chiesto all’Assessorato all’ambiente della Regione Siciliana di inserire tra le programmazioni di spesa dei fondi europei l’acquisizione dell’area Gazzena” spiega l’assessore all’Ambiente, Francesco Fichera. “Questa sarebbe un’ulteriore conquista per il nostro territorio. Il gruppo di esperti continua a lavorare in questa direzione, credo che dalla prossima estate il Piano di utilizzo potrebbe essere pronto. Sarebbe molto importante, lo si attende da sedici anni”

Scettica la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Angela Foti, che per quanto reputi apprezzabile il lavoro svolto dalla Commissione ritiene improbabile l’acquisizione dell’area da parte della Regione. “Un’acquisizione sarebbe senza dubbio auspicabile, anche se in questo momento non credo che sia fattibile. Bisognerebbe fare più attenzione alle problematiche di questi luoghi, dal totale abbandono, fatto salvo per l’operato di alcuni cittadini, al crollo di un muro privato alle chiazzette”. Per l’on. Foti l’ Amministrazione Barbagallo non ha fatto abbastanza in tema di ambiente. “Dovessi dare un voto, sarebbe un 5. Resta la speranza che si possa fare qualcosa di estremamente positivo in futuro. Per adesso troppi sono i casi negativi, dal calo della raccolta differenziata, in cui si è riusciti a peggiorare il già scarso risultato che si era ottenuto, alla vicenda dell’amianto a Pozzillo”.

 

Peppe Marano

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