“L’opera – secondo l’associazione ambientalista – rischia di devastare uno dei più bei fondali della costa ionica etnea” “Ereditata dalle passate amministrazioni con giudizi favorevoli di compatibilità” è la replica del Comune

ACIREALE – Contro la realizzazione della barriera soffolta nello specchio di mare antistante Grotta delle Colombe e per le gravissime alterazioni che essa determinerebbe su ambienti naturali di elevatissimo pregio “che meriterebbero di essere rigorosamente difesi anche per garantire una migliore qualità della vita alla nostra e alle future generazioni” e per le procedure che hanno condotto alla sua approvazione da parte della giunta municipale di Acireale, Legambiente ha presentato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Catania, chiedendo di “individuare l’eventuale sussistenza di condotte penalmente rilevanti”. “Il fondale – scive Legambiente – é caratterizzato dalla presenza di spettacolari basalti colonnari, anche sommersi, e da un fondale tra i più belli e scientificamente più interessanti di tutta la costa ionica etnea”.
Timpa 3“Quest’opera (la barriera soffolta n.dr.) rappresenta il completamento di un vecchio progetto a dir poco devastante – prosegue l’esposto denuncia – che secondo l’Amministrazione avrebbe dovuto “rimuovere” l’erosione costiera ma che, contrariamente, ha prodotto tra il 2008 e il 2009, nelle aree di massima protezione della riserva naturale “La Timpa”, la posa di spropositate e sovradimensionate reti metalliche, la totale e radicale distruzione della fitta vegetazione a macchia mediterranea inizialmente presente, nonché il disgaggio di rocce e lo scivolamento di suolo, determinando un processo erosivo che, in relazione ai tempi di erosione naturale della Timpa, avrebbe richiesto secoli”.
“L’assurdità di tali interventi (testimoniata dalle foto) – prosegue Legambiente – deriva dalla distruzione o dalla pesantissima manomissione di formazioni vegetali naturali e geologiche, cioè proprio di quegli elementi per la conservazione dei quali è stata istituita la riserva naturale”. La nota spiga anche dal punto di vista scientifico come “la barriera soffolta appare altrettanto devastante dei precedenti e già realizzati interventi a terra, perché è tecnicamente inutile e perché, in ogni caso, appare assurdo volere “rimuovere”il NATURALE processo di erosione di una costa rocciosa basaltica. “Quest’opera, peraltro – spiegano i responsabili dell’associazione ambientalista – seppellirebbe per sempre i sottostanti spettacolari basalti colonnari sommersi, che per la loro rarità nel bacino del Mediterraneo, non meriterebbero di subire una simile violenza. “La barriera inoltreTimpa1 sconvolgerebbe i fondali in cui sarebbe realizzata che sono considerati di notevole bellezza e di elevatissimo interesse naturalistico, tra i meglio conservati e tra i più interessanti di tutta la costa ionica etnea come testimoniato da numerosi studi scientifici che segnalano un’elevatissima biodiversità del fondale e la presenza di habitat di interesse comunitario sottoposti a vincoli di protezione dalla normativa internazionale e nazionale”.
“L’irreversibile alterazione della naturale configurazione dei fondali, che verrebbero infatti stravolti da un’innaturale muraglia artificiale – conlude Legambiente – ne penalizzerebbe fortemente anche la fruizione turistica e interdirebbe la navigazione nell’area ai piccoli pescatori locali, essendo la berma della barriera posta a un metro di profondità”.
Non si è fatta attendere la risposta dell’amministrazione comunale di Acireale che prende atto della nota con cui Legambiente comunica di aver presentato esposto alla Procura della Repubblica di Catania.
“La nuova amministrazione – si legge nella risposta – ha ereditato dal passato il progetto, il cui iter inizia nel lontano 2006. L’Assessorato regionale Territorio e Ambiente ha sollecitato più volte il completamento dell’opera, pena la revoca del finanziamento complessivo, che copre quindi  anche i lavori già realizzati e collaudati sui costoni di Santa Maria la Scala e Santa Caterina a giugno 2009”.
“La delibera di completamento del progetto – prosegue la nota del comune di Acireale – dopo le verifiche degli Uffici, viene approvata dalla Giunta comunale giorno 08/09/ 2014 in considerazione del fatto che il progetto finanziato nell’ambito degli interventi del Pit 30, è corredato dei pareri favorevoli degli organi preposti competenti e l’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente espresse giudizio favorevole di compatibilità ambientale”.
Lo stralcio funzionale dell’intervento fu rifinanziato nel 2012 ponendo il progetto a cavallo del Po Fesr 2007/2013 e in quell’occasione lo stesso progetto fu aggiornato e i pareri degli organi competenti furono nuovamente confermati e acquisiti. Considerato indispensabile quanto precisato, l’attuale Amministrazione ha dovuto tener conto anche la pena della revoca del finanziamento complessivo per un’opera già in parte realizzata”.

S.R.

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