ACIREALE – Ieri sera il presidente della Fondazione del Carnevale, Antonio Coniglio, è stato ospite della seduta di Consiglio comunale per relazionare sulle condizioni della Cittadella del Carnevale e gli imminenti lavori di sistemazione.
«Il Consiglio comunale è l’assemblea rappresentativa della città ed è il luogo in cui le scelte della Fondazione, che hanno connotati tipicamente gestionali, in questo luogo diventano politiche perché politiche sono le ricadute che queste scelte hanno sul futuro di questa città. Quando venni a relazionare per la prima volta in questa sede annunciai che una delle ambizioni di questa Fondazione del Carnevale era avviare l’attività ricognitiva sulla Cittadella del Carnevale per capire se era vero ciò che l’opinione comune diceva, ovvero che Cittadella era un “corpo malato”. Me lo hanno detto i maestri della cartapesta, la V e la VII Commissione consiliare e l’anonimo acese che ha inviato segnalazioni alle autorità competenti e tanto è vero che nessuno in quest’aula potrebbe giurare il contrario, perché al tempo stesso i fatti lo dichiarerebbero spergiuro. E prima ancora ne avevo preso consapevolezza io stesso quando, fatti gli interventi necessari per garantire la passata edizione, il 30 marzo ho interdetto la Cittadella del Carnevale. Emerge che c’è un problema normativo. La 81/2008 va applicata perché emergono beni costituzionalmente tutelati quali la salute e la vita di chi lavora. Ho sollecitato i carristi sotto il profilo dell’organizzazione del lavoro ad adeguarsi alla normativa della sicurezza, la 81/2008, l’ho ritenuto fondamentale. Oggi hanno un RRSPP, un RLS, un responsabile antincendio, un responsabile del primo soccorso, c’è il DVR e le visite mediche».

Il presidente della Fondazione del Carnevale, nel corso della seduta ha informato il Consiglio degli interventi necessari, dei costi e dei tempi previsti per la sistemazione della Cittadella e ha annunciato la proposta della Fondazione per la prossima edizione del Carnevale:
«Queste scelte, politiche, comportano delle conseguenze. Dovremo spendere circa 250 mila euro per sistemare la Cittadella del Carnevale. Gli interventi da eseguire sono quelli prescritti dall’ 81/2008: la posa in opera del pavimento industriale, perché la struttura nasce incompleta, il pavimento industriale è obbligatorio per i cantieri temporanei e mobile ad alto rischio; l’intonacatura dei muri, che non è mai stata fatta; la sostituzione delle porte pesanti che urtano la struttura e creano problemi di oscillazione alle pareti, e gli interventi del completamento del processo di riattazione delle pareti. Stiamo redigendo il progetto esecutivo, calcolando tutte le procedure e stimando i tempi dell’esecuzione degli interventi, ritengo che i lavori in estate potranno essere pronti per il collaudo. La Cittadella va messa in sicurezza e non posso permettermi di chiedere alla Città 250 mila euro per la Cittadella e 600mila euro per organizzare il Carnevale. I fondi dei premi per il concorso andranno alla Cittadella. Tra l’opzione peggiore, la sospensione dell’indotto, e la necessità di salvare il Carnevale, la Fondazione del Carnevale riproporrà la parata dei carri dell’anno precedente. Investiremo comunque di più sul piano pubblicitario, punteremo sui tour operator e organizzeremo la Festa dei Fiori il 23, 24 e 25 aprile. Aggiungo che, al di là della fondamentale questione della messa in sicurezza, la nostra Cittadella non è mai nata, dobbiamo passare dai “cantieri dei carri” alla Cittadella del Carnevale, dove ci devono essere percorsi di supporto a scolaresche e visitatori, spazi attrezzati, che deve essere concretamente il cuore dell’artigianato artistico. È anche una questione di dignità».

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