imgseltAd Acireale è scomparso un intero palazzo. Palazzo Pietropaolo, nel centro storico, a due passi della cattedrale.

L’ultima volta che è stato visto, stava per essere ingabbiato in una copertura di legno allo scopo di nasconderlo ai passanti durante certi lavori di restauro conservativo. Come si vede in fotografia, si tratta di una copertura fittissima, una cosa davvero ben fatta, da congratulazioni per i bravissimi operai – viene da chiamarli “artigiani” – che l’hanno realizzata.

Quindi, dicevamo, il palazzo viene meticolosamente coperto per restaurarlo, ma a un certo punto si scopre che non c’è più. Che fine ha fatto? “Crollato”, spiega la famiglia proprietaria, di cui fa parte l’assessore comunale alla polizia municipale Rory Pietropaolo, che non è una gentile signora ma un distinto signore (“Rosario” non gli piaceva, e ognuno è padrone di farsi chiamare come crede).

La spiegazione ha deluso la cittadinanza, che aveva fantasticato su qualcosa di più interessante. Avete presente Copperfield, l’illusionista che ha fatto sparire persino la statua della libertà? Ecco, qualche Acese aveva sperato in qualcosa di simile: palazzo ingabbiato a regola d’arte, nessuno può guardare quello che succede, il Copperfield isolano opera la sua magia e… et voilà: il palazzo non c’è più, applauso, il mago si inchina e a un suo gesto il palazzo ricompare.

Senonché il palazzo nel nostro caso non ricomparirà.

Ma che è successo?

I proprietari hanno fatto sapere che l’immobile è crollato in seguito al maltempo dei giorni scorsi, così preoccupante da aver spinto il Comune di Acireale a diramare un’allerta meteo per la giornata di Mercoledì 9 settembre. Questa versione però non ha convinto tutti. Si sa, le malelingue non mancano mai, e così c’è chi dice che il maltempo non è stato tale da giustificare un crollo, e che comunque un palazzo che crolla in pieno centro un pochino di rumore lo fa, mentre in questo caso nessuno ha sentito niente. Le stesse malelingue aggiungono che la copertura sarebbe stata fatta così bene per nascondere la demolizione in atto per potere poi ricostruire il palazzo in barba ai vincoli. E ci sarebbero quelli disposti a giurare che dalle poche disconenssioni della meravigliosa copertura si vedeva passare luce già da tempo, segno che il palazzo non c’era già più da un po’. Insomma, sarebbe solo un caso eclatante di abuso edilizio commesso sotto il naso del Comune, che ha la sede lì vicino, e dei vigili urbani dell’assessore Pietropaolo che passano in continuazione. E qualche cittadino si chiede se sia stata solo distrazione o qualcuno abbia chiuso un occhio.

Io in questi casi, amici miei, invece di puntare il dito cerco spiegazioni alternative, e ne ho trovato una.

Palazzo Pietropaolo era un palazzo antico, una dimora nobiliare.

E un vero nobile non mette i suoi problemi in piazza. Dopo secoli di onorata esistenza sentiva che era giunta la sua ora, e ha semplicemente approfittato della copertura per andarsene così, con la dignità di un gran signore, crollando in silenzio.

 

Carlo Barbieri

A proposito dell'autore

Carlo Barbieri è nato nel 1946 a Palermo. Si autodefinisce un chimico arrugginito e un marketer pentito prestato alla letteratura. Nella sua “prima vita” è stato manager in una multinazionale chimica americana ed è visssuto a Palermo, Catania, Teheran, Il Cairo. Adesso scrive racconti e gialli e risiede a Roma; Carlo Barbieri è titolare di rubriche su “Sicilia Journal” e “Malgradotutto”, e collabora con Ultima Voce e Fatti Italiani

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