ACIREALE – Solo sette progetti di Bilancio partecipativo per un Comune che conta poco meno di 53 mila abitanti. Accade ad Acireale, dove la Giunta presieduta dal Sindaco espressione di un cartello di quattro liste civiche, vanta il Bilancio partecipativo come il suo primo atto del 2015.

La delibera di Giunta è datata 9 gennaio 2015 e fissa come termine di scadenza per la presentazione delle proposte il 15 febbraio 2015. Ma a quella data sono depositati cinque progetti, nonostante lo sforzo sostenuto dal primo cittadino e dai suoi assessori tra interviste rilasciate alle televisioni locali e affissioni di manifesti, per pubblicizzare l’iniziativa di “democrazia dal basso”.

Al Sindaco Roberto Barbagallo -politicamente vicino al deputato regionale Nicola D’Agostino – non resta che prolungare il termine di scadenza, sino al 6 marzo 2015. Ma alla vigilia della “prorogatio”, il 5 marzo, l’assessore al Bilancio Alessandro Oliva riferisce al Consiglio comunale che le proposte sono in totale sette, una delle quali non potrà essere accolta dall’Amministrazione perché si tratta “di un progetto faraonico e come tale irrealizzabile”.

“La partecipazione è stata tiepida”, ammette l’assessore Oliva. Perché? “Penso che la città di Acireale non sia ancora pronta alla partecipazione diretta alla vita pubblica”, commenta.

L’Amministrazione pensò di gestire il Bilancio partecipativo escludendo il Consiglio, pertanto questo non è stato consultato durante la fase di organizzazione né sono stati coinvolti i consiglieri per reclamizzare l’iniziativa.

“Non so dire se escludere il Consiglio sia stata una scelta opportuna o meno”, risponde l’assessore Oliva, “perché un regolamento del genere sarebbe dovuto passare da diverse commissioni e non so quanto tempo avremmo impiegato. Per questa ragione abbiamo optato per la delibera di Giunta. Ritengo che il flop sia dei cittadini, nonostante il Bilancio partecipativo sia stato un tema della campagna elettorale che ha portato all’elezione di Roberto Barbagallo, in particolare un tema caro ai social network. Non mi resta che pensare a uno scollamento tra il dire e il fare. Forse manca un interesse vero“.

Flora Bonaccorso

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