La ricostruzione della “discordia”: in via Cavour, antica stradina prospiciente piazza Duomo, da alcuni giorni è apparsa una “palizzata in legno” che cela un cantiere per la ricostruzione del muro perimetrale di un palazzo. Un edificio elegante, risalente all’800, uno di quegli immobili che ha segnato la storia della Città “delle Cento campane”.

Logico che il cantiere incuriosisca, e non poco, gli acesi, anche perché nessuno o quasi, ha capito bene se si sia trattato di un crollo strutturale o dell’abbattimento del muro in un’area sottoposta a vincolo. Insomma, il muro non c’è più e Acireale vuol sapere quel che è accaduto nell’antica strada che porta “a Sannuminicu”.

All’interrogativo degli acesi, ha dato voce il blog facebook “L’Altra Città”, anche perché il palazzo oltre che ben noto, è di proprietà dei familiari di Rori Pietro Paolo, cioè dell’assessore alla Protezione civile a alla Polizia urbana di Acireale.

Sulla vicenda il Pd cittadino, a firma del segretario cittadino, Sebi Leonardi – candidato sindaco alle scorse elezioni amministrative – ha chiesto chiarezza “stante che un simile intervento non è consentito in centro storico dal Prg ném più in generalem dalla normativa di settore”. Il Partito Democratico chiede che il sindaco  Roberto Barbagallo e gli assessori Francesco Fichera all’Urbanistica e proprio Rori Pietro Paolo alla Protezione civile, chiariscano le direttive che saranno emanate per accertare e sanzionare eventuali irregolarità, se esistono. Stesso invito, è stato formulato alla Soprintendenza ai Beni culturali.

Nella tarda mattinata, il Comune ha fatto sapere che l’Ufficio Urbanistica dopo avere acquisito il parere della Soprintendenza di Catania, ha rilasciato un’autorizzazione per l’esecuzione di lavori di risanamento conservativo dell’immobile. Non è stata dunque autorizzata, né poteva esserlo, alcuna opera di demolizione del fabbricato. Dietro alcune segnalazioni, il personale dell’Ufficio Urbanistica si è recato nel cantiere per verificare e documentare lo stato dei lavori e se gli stessi siano rispondenti ai pareri rilasciati. Il Comune, precisa che l’accertamento di eventuali irregolarità, lievi o gravi che siano, oltre a produrre l’immediata sospensione dei lavori sarà senz’altro sanzionato secondo quanto prescritto dalla legge. Ironico, il commento del deputato acese alla Camera, Basilio Catanoso: “Siamo certi dell’attenzione che il sindaco ha per la salvaguardia del patrimonio architettonico cittadino, oltre che per le zone perimetrate all’interno del centro storico… Adesso, sappiamo che anche l’intera Amministrazione avrà la stessa attenzione verso questo tipo di problematiche…”.

Rori Pietro Paolo, tirato in ballo, replica: “L’immobile non ha caratteristiche storiche, come da documenti rilasciati dalla Regione. E’ pur vero che si trattava di un muro cadente appartenente ad una parte dell’edificio di proprietà di una mia parente. Dal 2008, se non ricordo male, addirittura con la vecchia proprietaria, si era aperto un carteggio sulla struttura ormai ammalorata, con muri pieni di crepe. La scorsa primavera,  di quel muro cadde pure un pezzo di cornicione sulla strada: intervennero i vigili del fuoco che diffidarono la proprietà alla messa in sicurezza dell’edificio. La proprietà presentò regolare richiesta, ottenendo dal Comune e dalla Soprintendenza l’autorizzazione al risanamento conservativo dell’immobile con svuotamento degli interni. Iniziarono i lavori ma la fortissima pioggia della scorsa settimana abbattè buona parte del muro in pietra e terra. Era rimasto in piedi, praticamente, solo lo zoccolo iniziale. La proprietà non ha potuto far altro che eliminare il pericolo, immediatamente comunicando al Comune e alla Soprintendenza il fatto nuovo, non riconducibile a volontà e, nello stesso tempo, chiedendo una variante per la ricostruzione così come in originario, e niente più, del muro crollato. La proprietà avrebbe agito da stupida se volontariamente avesse modificato un lavoro preventivato in 70 mila euro e che adesso verrà a costare almeno il triplo…”.

Sulla questione relativa ai lavori eseguiti presso l’immobile di via Cavour per il quale è chiamato in causa l’Assessore Pietro Paolo, come su ogni altra questione in cui sarà necessario farlo, anche l’opinione pubblica sarà tenuta costantemente informata.

In qualità di Assessore alla Pianificazione Urbanistica assicuro – sottolinea Francesco Fichera – , qualora ve ne fosse bisogno, che la vicenda sarà trattata come quella di qualsiasi persona in applicazione delle norme di legge e con ogni relativa garanzia.

Come già reso noto ieri, dopo la comunicazione effettuata dalla ditta proprietaria dell’immobile in ordine all’avvenuto crollo del fabbricato ed alla conseguente autonoma sospensione dei lavori, personale dell’Ufficio Urbanistica ha eseguito un sopralluogo all’esito del quale, al fine di consentire ogni ulteriore approfondimento, sarà intanto adottato un immediato provvedimento di sospensione dei lavori.

Nel rispetto delle garanzie di difesa che vanno riconosciute ad ogni persona, saranno compiuti tutti i necessari e più accurati accertamenti volti in particolare a verificare quanto dichiarato dalla proprietà in ordine al crollo del fabbricato.

È superfluo ribadire che solo all’esito delle verifiche, che saranno compiute con celerità, l’Ufficio potrà assumere ogni ulteriore e conseguente determinazione che il caso imporrà”.

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