ACIREALE – elenadiblasi“Il termalismo in Sicilia. Salute benessere e turismo” è il titolo di un convegno distrettuale del Distretto 108YB Sicilia che si terrà oggi 23 gennaio ad Acireale e che sarà concluso dal Governatore del Distretto Francesco Freni Terranova. Tra i relatori il prof. Guseppe Rocca dell’Università di Genova, interverrà pure la Federterme e sarà presente l’Assessore regionale al Turismo Anthony Barbagallo.
A patrocinare il convegno sono l’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici, che lo ospita, e l’Associazione Italiana degli Insegnanti di Geografia. Ad organizzarlo, insieme ai diciotto club della IV e V circoscrizione che lo hanno promosso, il Lions Club di Acireale e il delegato distrettuale al tema “Le risorse termali fonti di benessere e turismo in Sicilia” la professoressa Elena Di Blasi dell’Università di Messina che dell’argomento se ne è occupata sul piano scientifico. “Le terme siciliane – precisa la professoressa – ubicate in contesti ambientali assolutamente unici, se opportunamente valorizzate possono diventare punti di forza per le comunità locali; ciò attraverso un sistema di azioni, volto allo sviluppo del settore e dei giacimenti culturali e ambientali, che includa il potenziamento delle infrastrutture locali e una maggiore integrazione tra aree interne, caratterizzate da marginalità, e aree costiere più dinamiche”

 

 

– Cosa è necessario fare concretamente per promuovere le risorse termali di un territorio?

 

“Sono necessarie innanzitutto strategie per richiamare curandi/curisti non residenti – continua ancora la prof.ssa Di Blasi. Dalle interviste da me condotte sui turisti rilevati in aree termali, è emerso che non sanno neppure di trovarsi in zone sede di terme; normalmente la loro presenza ha come motivo fondante il fattore cultura, nei suoi aspetti variegati. Si deve superare la concezione che le terme sono avulse dal territorio, bensì parte integrante. E’ necessaria un’offerta integrata tra le aree termali e le specificità del territorio, che oggi è inteso in senso attivo, competitivo e che si propone con il suo milieu.

 

– C’è stato un cambiamento nella percezione dell’offerta termale da parte dei clienti delle strutture?

 

“Il benessere termale oggi rappresenta la riconversione del modello tradizionale di termalismo. Occorre trasformare i luoghi termali in “spazi del loisire” e di attrazione turistica, attraverso un sistema a rete. Occorrono azioni efficaci e innovative e la convinzione che l’integrazione con le altre risorse offerte dal territorio possa realizzarsi attraverso la sinergia della cultura aziendale con le politiche ambientali e urbanistiche, concertate tra soggetti istituzionali e privati”

 

– Perché il Lions Sicilia ha scelto di occuparsi di questo tema?

 

“Qulocandina-Lionsesto tema di studio distrettuale, e la presenza del Governatore al convegno lo conferma, vuole dare un contributo per la definizione di scelte pubbliche e private e individuare possibili azioni da intraprendere, attraverso il coinvolgimento degli esponenti delle istituzioni e degli operatori del settore al fine di rilevare e superare i punti di criticità dell’intero sistema termale che, in altre realtà nazionali e internazionali, è attualmente in forte crescita”

 

Il convegno è ospitato ad Acireale, dove purtroppo le Terme acesi, come più volte evidenziato da questa testata giornalistica, sono in profonda crisi. E’ notizia di queste ore che il Tribunale di Catania ha rigettato la richiesta di proroga presentata dal liquidatore avvocato Gianfranco Todaro per la presentazione del bilancio al 2014. A questo punto, il Tribunale discuterà, come da agenda, l’istanza fallimentare che potrà essere rigettata o accolta. Nella seconda ipotesi, si aprirebbe uno scenario completamente diverso da quello attuale. Sull’argomento abbiamo chiesto l’opinione del presidente del Lions e coordinatore del Forum prof. Rosario Faraci

 

“Come Forum permanente, ci addolora molto la notizia di una possibile deriva fallimentare della società pubblica di gestione delle Terme acesi, ma non ci sorprende affatto questo triste epilogo. Lo diciamo da cinque anni, e lo abbiamo detto di presenza anche al Dipartimento Bilancio a Palermo ai funzionari e ai dirigenti quando siamo stati invitati: il socio unico pubblico, cioè la Regione Siciliana, ha indugiato fin troppo a lungo nella decisione se dare alla liquidazione una connotazione di continuità dell’attività aziendale o di scioglimento della società con restituzione dell’attivo al socio. Tutto ciò è accaduto, mentre la Regione stessa da qualche altra parte avrebbe dovuto decidere come redigere il bando di privatizzazione.

Attendendo gli esiti del Tribunale di Catania sull’accoglimento o sul rigetto dell’istanza di fallimento, è chiaro che adesso tutto si complicherà maledettamente, perché le ragioni della curatela fallimentare esautoreranno quelle della liquidazione ed anche della privatizzazione. Dunque, potrebbe cambiare lo scenario. Ma se pur dovesse fallire la società di gestione, non falliranno certo gli stabilimenti termali che sono e rimangono di proprietà pubblica. E’ da qui che bisogna ripartire, provando ad esplorare nuove soluzioni fattibili con tanta speranza perché il termalismo in Sicilia è una risorsa, non è una palla al piede del sistema. Però è doveroso pure accertare fino in fondo le responsabilità di chi, sul piano politico, amministrativo e societario, ha portato la situazione fino a questo punto. A pagarne lo scotto più alto è la città di Acireale in questo momento. Non credo sia giusto”.

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