ACIREALE − Al fuoco, al fuoco! Non la pentola della signora Maria, ma uno dei furgoncini di servizio del Comune di Acireale che stamattina, in pieno corso Umberto, ha sprigionato fiamme e vampe, spente poi da cittadini. Da cittadini che pagano le tasse e a cui sono rimasti in tasca solo i soldi per la ricarica degli estintori. E meno male, direbbe qualcuno. Perché le fiamme avrebbero potuto propagarsi alle vetture vicine e forse anche ai negozi. Alla fine finisce bene quel che finisce bene: certo è che ad Acireale, dopo la tromba d’aria, dopo la mareggiata, dopo le acque alluvionali, mancavano solo il fuoco dei mezzi comunali per completare un quadro davvero da gioco del lotto. E chissà che nella città in cui di recente uno sconosciuto ha centrato un sei da 21 milioni di euro, e altro sconosciuto si è guadagnato un vitalizio trentennale di 3 mila euro al mese, qualcuno non vada a giocare l’84 (allarme per il fuoco), il 54 (estinguere il fuoco), e il 57 il municipio. Tutto rigorosamente nella infuocata ruota di Palermo, nell’attesa di capire il perchè dell’incendio e quali fossero le condizioni del furgoncino.

Scrivi