ACIREALE – Se ci si volesse scherzare sopra, il masso staccatosi dal costone della Timpa, e precipitato sul cinquecentesco tracciato delle Chiazzette sottostante la Fortezza del Tocco, non è caduto in testa a nessuno né sui piedi di qualcuno. Forse solo un caso oppure un colpo di fortuna, certo è che quella grossa pietra lavica dal diametro di circa un metro e mezzo, è la testimonianza provata di quanto la Timpa sia viva. Appunto “Timpa Viva”, come il claim della kermesse culturale e di sensibilizzazione naturalistica che appena una settimana fa animò i tornanti che dal centro di Acireale portano sino alla frazione marinara di Santa Maria La Scala. Timpa, viva e vegeta, attraversata da un percorso antico – più semplice da scendere, piuttosto che da scalare – che si dipana tra terrazzamenti e ripidi scalini in pietra, immerso com’è nella macchia mediterranea che solo la “Riserva naturale orientata La Timpa” conserva, custodisce, e si modifica.

Il tratto di “via” Tocco in cui venerdì pomeriggio è stato registrato il distacco del macigno, è stato interdetto al transito dal Comune (ancora un bene pubblico chiuso, dopo parte della villa Belvedere, il Palavolcan e il Teatro Maugeri: coincidenze). Si tratta di una misura precauzionale assunta con una ordinanza dal sindaco Roberto Barbagallo al fine di garantire la “pubblica e la privata incolumità”. Dai sopralluoghi della Protezione Civile comunale sulla Timpa – che più volte durante gli anni scorsi è stata oggetto di interventi di consolidamento -, non sono stati riscontrati ulteriori distacchi nell’area di transito pedonale lungo la via Tocco, ma si rendono necessari nuovi accertamenti che verranno svolti con il Genio Civile e l’Azienda regionale Foreste demaniali. Fino a quel momento l’antica stradina pedonale, percorsa dagli acesi a torso nudo per dare smalto all’abbronzatura, e dai turisti armati di macchinetta fotografica e da infestanti droni resterà transennata. La Timpa, quindi, si muove, tocca però all’uomo capire come meglio salvaguardare uno dei beni naturalistici ed ambientali tra i più preziosi dell’intera Isola. Qualcuno comincia pure a chiedersi se gli attraversamenti pedonali, i percorsi caratteristici, siano oggi sicuri, dopo il crollo di un muretto registrato circa un anno fa e il distacco segnalato venerdì.

La riserva naturale orientata La Timpa, 256 ettari, gestita dal demanio regionale, è un patrimonio immenso ma fragile “che deve essere certamente controllato e consolidato ma senza interventi invasivi che alla fine potrebbero compromettere l’ecosistema” commentano da Legambiente, associazione che nella Fortezza del Tocco realizzerà il progetto “Un Tocco di…ambiente, cultura, futuro” approvato dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile, nell’ambito dell’avviso pubblico “Valorizzazione dei beni pubblici”. Un invito, che sembra anche un monito.

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