ACIREALE – Oggi alle 12, al Palazzo di Città di Acireale, l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Baccei, incontrerà l’Amministrazione comunale per illustrare i dettagli del provvedimento legislativo approvato dall’ARS il 29 settembre scorso e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana il 7 ottobre. In quel provvedimento, all’art.2, è descritto il nuovo iter legislativo e burocratico che porterà presto all’affidamento ai privati della gestione degli stabilimenti termali di Acireale e Sciacca. Almeno questi sono gli intendimenti del Governo regionale che, in testa Baccei, ha presentato prima dell’estate il disegno di legge “Disposizioni per favorire l’economia” che l’aula, dopo un intenso dibattito, ha esitato soltanto alla fine del mese scorso. In sostanza, la Regione Siciliana si farà carico di un mutuo di quasi 19 milioni di euro per riportare ad unità i complessi termali di Acireale e di Sciacca e riacquistare la proprietà dei beni immobili e i relativi diritti reali attualmente concessi alle due società, Terme di Acireale SpA e Terme di Sciacca SpA poste in liquidazione dalla fine del 2010 e attualmente fortemente indebitate (specie quella di Acireale). In questo modo, con il diretto intervento dell’amministrazione regionale, l’Assessorato all’Economia, attualmente socio unico delle due società in liquidazione, potrà procedere alla concessione ai Comuni di Acireale e di Sciacca della coltivazione dei giacimenti e dei beni immobili e le due amministrazioni potranno, attraverso procedure ad evidenza pubblica, coinvolgere i privati nella gestione. La legge non dice altro e, dunque, spetterà all’assessore Baccei rispondere agli altri quesiti che la Città di Acireale vorrà rivolgergli in occasione dell’annunciata visita odierna. La materia, in realtà, è fin troppo tecnica e sfugge financo alla comprensione degli addetti ai lavori nonché degli stessi politici regionali e locali, alcuni dei quali hanno da tempo preferito starsene alla larga per evitare strafalcioni sull’argomento. Sulla vicenda delle Terme ad oggi si registrano il moderato ottimismo dell’amministrazione comunale di Acireale, del deputato regionale Nicola D’Agostino, di molte associazioni cittadine, e dell’assessore regionale al Turismo Anthony Barbagallo che più volte si è espresso in favore di programmi di rilancio del turismo termale in Sicilia. Più cauto il Forum permanente delle Terme costituito nel 2011 in seno al Lions Club Acireale che, in questi anni, è stato il più attento osservatore dell’evolversi dell’intera vicenda. Nessuno vuole guastare la festa, specie adesso che si avvicinano importanti scadenze elettorali e i politici – tanto di maggioranza quanto di opposizione – sono molto cauti nell’esprimere giudizi che potrebbe agitare gli animi dell’opinione pubblica. Nessuno vuol guastare la festa soprattutto ora che, col concorso di molte associazioni cittadine e di numerosi volontari, e l’entusiastico apporto del liquidatore Gianfranco Todaro, è stato riaperto – con annessa parata di politici il giorno dell’inaugurazione – il bellissimo Parco delle Terme di Santa Venera, sebbene per qualche ora e solo durante i fine settimana. Tuttavia, sull’intera vicenda, che ormai si protrae da più di cinque anni fra alti e bassi e che ha interessato ben due governi regionali (Lombardo e Crocetta) con annesse schiere di assessori all’Economia, presidenti della commissione Bilancio all’ARS, liquidatori delle società di gestione e dirigenti della burocrazia regionale, continuano ad aleggiare molti interrogativi. Ad alcune domande non si potrà dare più risposta, forse ci penserà la storia. Ad altre però potrebbe rispondere oggi lo stesso Baccei. Innanzitutto, guardando all’attuazione di questo nuovo provvedimento di legge, viene da chiedersi, come sottolinea giustamente il Forum, quanto sarà la durata della concessione per la coltivazione del giacimento (se venticinquennale o di più, come aveva fatto intendere lo stesso assessore), se la concessione per l’uso dei beni immobili si estenderà pure ai beni strumentali necessari per svolgere l’attività aziendale ed, infine, come l’Assessorato metterà a disposizione delle amministrazioni comunali le schede per valutazione dei cespiti immobiliari che saranno affidati ai privati. Si tratta di interrogativi fondamentali per capire entro quali binari si muoverà l’amministrazione regionale dopo l’approvazione della nuova legge. Tuttavia, siccome è vigente pure la legge del 2010 (la n.11 del 12 maggio di quell’anno che ha sancito la doppia procedura della privatizzazione e della liquidazione), bisognerà capire come l’Assessorato intenderà gestire la liquidazione in atto. Se da un lato, infatti, il liquidatore ha deciso di riaprire il Parco di Santa Venera, dall’altro i beni facenti parte del patrimonio delle Terme (a cominciare dall’ex albergo Excelsior Palace) sono oggetto di continui atti vandalici, senza che alcuno si assuma responsabilità sugli effetti che si produrranno sul loro valore di mercato, una volta che dovranno entrare nel pacchetto dei cespiti da affidare ai privati. Inoltre, ma forse in questo caso l’interrogativo andrebbe rivolto alla dirigente regionale Grazia Terranova che all’Ufficio Speciale per le Liquidazioni collabora l’Assessore Baccei, si deve rispondere ad unaulteriore domanda. Come mai l’ultimo bilancio approvato della società Terme di Acireale SpA risulta quello al 31-12-2013 e non sono stati ancora approvati i consuntivi di fine 2014 e 2015? Infine, c’è l’ultima domanda, forse la più intelligente finora posta dalla gente comune, anche se apparentemente la più ovvia. Ma quando riapriranno le Terme di Acireale e quando saranno erogate le cure termali che tanto bene procuravano a schiere di curandi provenienti dal territorio, da ogni parte della Sicilia e ovviamente da altre regioni italiane?

Saro Faraci


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