ACIREALE – Barlumi di ambientalismo. La Giunta comunale di Acireale ha bloccato un processo di cementificazione in zona Pano d’ Api, sita in un’area bianca del PRG (zone senza alcuna destinazione), mantenendo l’impegno preso con la città di una svolta più attenta alle questioni di natura ecologica. Se da un lato è un atto che non ha nulla di straordinario, dall’altro ha una sua importanza perché segna una forte discontinuità con le precedenti amministrazioni. Non è la prima volta infatti che l’ Amministrazione Barbagallo decide di bloccare l’espansione edilizia e ridestinare la zona in questione ad area agricola. Tutto il contrario di ciò che è avvenuto finora, quando si è optato per una spropositata espansione che ha portato Acireale ad avere quattro vani e mezzo per cittadino, dato ben più alto della media nazionale.

Questa svolta della politica acese non può che soddisfare chi da sempre si batte per difendere il territorio, Legambiente in testa, secondo cui è un ottimo inizio ma il contrasto alla cementificazione passa anche e soprattutto dal rimediare ai danni fatti in passato. A partire dalla già programmata demolizione dell’ecomostro sulla Timpa. Uno dei meriti indiscussi del sindaco Barbagallo e della sua Giunta è infatti essere riuscito ad ottenere il via libera per l’abbattimento dello scheletro di un albergo che sarebbe dovuto sorgere all’interno della riserva della Timpa. Da oltre trent’anni gli acesi chiedono la rimozione dell’edificio, e la notizia della demolizione ha dato credito ad un’ Amministrazione che, per molti altri versi, non sta facendo fare salti di gioia. Inizialmente si pensava che ottobre fosse il mese dell’atteso evento, ma problemi burocratici legati alla fauna del luogo hanno fatto slittare il via alle ruspe. Di sicuro, la scomparsa dell’ecomostro rappresenterà un punto di svolta nella politica ambientale di Acireale.

L’immenso patrimonio naturalistico dell’acese è stato per anni deturpato da costruzioni, anche in riserve naturali. La Gazzena, area compresa tra la Timpa e Capo Mulini, è un esempio di ciò, una riserva naturale piena però di abitazioni private. La sfida che dovrebbe raccogliere questa amministrazione è dunque quella di capire se e dove intervenire per cancellare il cemento in luoghi in cui non dovrebbe stare. Se davvero si vuole mettere in primo piano la natura.

Peppe Marano

Scrivi