ACIREALE –  Riflessioni che spero possano concretizzarsi in un progetto di rilancio della nostra città.

Basta fare un rapido giro tra le vie del centro e percorrere la SS 114 tra Capo Mulini e Santa Maria degli Ammalati per rendersi conto
di ciò che la città e il comprensorio acese offrono.
Sono le stesse particolarità che più di un secolo fa caratterizzavano Taormina, ancor prima che essa diventasse rinomata a livello internazionale.
Ecco un elenco esemplificativo di iniziative di ampio respiro che, se attuate, farebbero di Acireale una meta super-ambita nel panorama dell’offerta turistica italiana; le iniziative non sono elencate in ordine di importanza:

1. Orientare senza esitazioni la politica territoriale sull’idea che il turismo sia la risorsa primaria di Acireale, promuovendo
la valorizzazione del territorio circostante: la riserva naturale della Timpa, i borghi marinari, le particolarità architettoniche della città barocca.

2. Chiudere al traffico una parte rilevante del centro storico, potenziando il parcheggio “Cappuccini”, per esaltare l’eleganza del centro cittadino, dandogli respiro e facendone un polo di attrazione per la movida e un naturale riferimento culturale e commerciale in competizione con quelli esterni della cintura catanese.

3. Rilanciare l’agricoltura, in particolare l’agrumicoltura e la lavorazione dei derivati del limone in tutti i loro impieghi, dalla cosmesi alla gastronomia. Delineare il territorio, riqualificandolo a est verso il mare con gli agrumeti e a ovest e a nord con i vigneti.

4. Riorganizzare la pesca e le altre attività legate al mare istituendo una grande area protetta marina.

5. Puntare sulla ricettività, mettendo a reddito il vasto patrimonio immobiliare sfitto tramite le OLTA internazionali.

6. Recuperare gli edifici ex collegio Pennisi ed ex hotel Excelsior puntando a inserirli nel circuito internazionale dell’education.

7. Rilanciare il turismo termale in chiave moderna, individuando un luogo dove edificare un palazzetto delle terme con una propria rilevanza architettonica, basata su un progetto di giochi d’acqua e strutture di attrazione orientate agli aspetti sia curativi sia ludici.

Su questi sette punti fondano la speranza e l’ambizione di ritorno all’antico splendore di Akis. L’obiettivo è a portata di mano, Acireale con i suoi borghi marini è una delle cittadine con il più interessante patrimonio immobiliare utilizzabile per fare turismo 360 giorni l’anno.
I sette obiettivi sopra indicati, se efficacemente perseguiti, rappresentano “la mappa del tesoro”, ovvero la possibilità di emulare il prestigio di Taormina senza replicarne gli elementi negativi.
Ritengo che la dimostrazione di una concreta volontà politica di perseguire questi obiettivi sarebbe in grado di motivare oltre misura la popolazione stimolando la partecipazione attiva e fattiva di tutti.
Sarebbe una “chiamata alle armi” di tutte le forze giovanili, di tutte le figure professionali, tecniche e imprenditoriali oltre che intellettuali che la città potrebbe offrire.
In questa mia analisi-riflessione vedo uno scenario con una miriade di gruppi di lavoro composti da centinaia di giovani coinvolti nello sviluppo di progetti da porre all’attenzione delle forze politiche, regionali e nazionali, capaci a loro volta di assicurarne i finanziamenti e la cantierabilitá.

Vedo l’attuazione dei sette punti confluire in un più ampio master plan dell’Etna Coast: trasformare Acireale in una sorta di albergo urbano, con migliaia di posti letto messi a disposizione dai cittadini nei loro appartamenti o nelle loro ville, spesso sfitti, disseminati nelle borgate marinare o nell’elegante centro storico, nel pittoresco borgo del Suffragio o negli ampi appezzamenti di terreno coltivati a limoneti e a vigneti sulle pendici dell’Etna.

Immagino una Acireale nucleo centrale di ogni attività dell’Etna Coast, depositaria di quel brand già riconosciuto dalla Regione Sicilia
con la legge sui distretti turistici come strumento da utilizzare per promuovere un moderno turismo che spazi dal naturalismo praticato lungo i sentieri della forestale alla vacanza balneare che comprenda l’offerta ai giovani di nuovi spazi, nuove strutture e nuovi servizi spiaggia, rinunciando alle anacronistiche cabine a mare. Un moderno turismo che includa una vacanza di tipo escursionistico, incoraggiando percorsi ed itinerari lungo il territorio della provincia che a est, circoscritto dal mare, va dalla plaja di Catania fino alle porte di Giardini Naxos e ad ovest circonda il maestoso vulcano.
Questo territorio si chiama Etna Coast. Il primo passo sarebbe dare il benvenuto ai visitatori nei tre punti di accesso alla città: la rotonda di Capo Mulini, quella che si incontra appena entrati dall’autostrada, e lo spartitraffico da cui si passa percorrendo la SS 114 provenendo da Giarre.
Basterebbe una scritta-simbolo che accogliesse i forestieri: “Acireale, città dell’Etna Coast”. Ovviamente la SS114 che attraversa la città dovrebbe passare sotto il controllo del Comune e non dell’Anas come attualmente, solo allora si potrà pensare alle piste ciclabili e l’arredo urbano per ricreare il passaggio fisico dal centro al mare, attraverso la timpa.
Ma un’affermazione di Acireale tra i competitors di rilievo nazionale e internazionale non può prescindere dalla realizzazione di una rete di collegamenti capace di assicurare la mobilità dei turisti e degli shopper in un sistema integrato che, dalle aree di parcheggio, conduca verso la vasta zona pedonale istituita. Un bus “colorato” potrebbe assicurare con puntualità il collegamento dalle fermate di linea alle spiagge, agli accessi ai sentieri naturalistici della riserva, all’area pedonale, alle residenze dei turisti e alle infrastrutture di trasposto di Catania: il porto, l’aeroporto, la stazione fs e il bus terminal.

Andrebbero suscitati, nei giovani, l’interesse e il desiderio per la creazione di una serie di “attività esperienziali” volte a rendere maggiormente fruibile il mare, i giardini privati e la riserva naturale della Timpa. A tale scopo andrebbe coinvolto chiunque abbia idee sulla possibilità di valorizzare esperienze sportive o di abilità nell’ambito dell’arrampicata, del trekking, del montain biking, della nautica a motore e a vela e, in generale, di contatto con la splendida natura che il comprensorio etneo offre. E perché no, prevedere la possibilità, da parte dell’amministrazione comunale, di autorizzare la celebrazione di matrimoni sul nostro litorale, dalla spiaggia delle Cocole di Santa Tecla alle postazioni costiere sulle quali ancora si ergono le garitte di avvistamento, o ad altre location di grande impatto per il wedding marketing. Rilanciare e sviluppare l’idea di Marcello Monaco: “Acireale città degli Sposi”.

È necessario, quindi, concentrarsi sulle esigenze dei visitatori e soddisfare i loro bisogni, senza snaturarsi, comunicando i propri valori e mostrando le proprie potenzialità. Solo così è possibile creare un’offerta diversa e fatta su misura per ogni visitatore. Metti il turista al centro! Quando il turista, come qualunque altra persona, si sente messo al centro dell’attenzione, di un progetto, non può fare a meno di sentirsi gratificato e soddisfatto. Questa strategia genera la più grande forza attrattiva.

In tema di education, è un dato di fatto che migliaia di giovani originari dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo vorrebbero venire a studiare in Italia. Questa situazione suggerisce di stabilire relazioni con le università con l’obiettivo di attivare corsi di studio in discipline umanistiche ad Acireale.
Incoraggiare la presenza degli studenti stranieri qui ad Acireale anche esercitando un sapiente controllo sui prezzi praticati favorirebbe l’internazionalizzazione del territorio e gli scambi, culturali ma soprattutto economici, da parte di cittadini provenienti da Paesi del bacino del Mediterraneo con le realtà economiche del territorio che li ha visti formarsi.
Un turismo di ritorno con caratteristiche di familiarità e di amicizia durante l’arco dell’anno renderebbe la città molto più vivace per la presenza di un gran numero di giovani,
sul modello dell’Università per Stranieri di Perugia. Si potrebbe pensare a una convenzione con il Ministero dell’Interno e degli Esteri per favorire il permesso di soggiorno a chi vuol studiare in Sicilia.

L’amministrazione locale dovrebbero suscitare l’interesse dei giovani del nostro comprensorio per il ruolo di guida turistica con orientamento in diversi settori, dalle specialità gastronomiche alle bellezze paesaggistiche e naturalistiche, con particolare riferimento ai sentieri della riserva, ai percorsi storici e architettonici, o semplicemente alle vie dello shopping. Il SUAP potrebbe favorire lo sviluppo di un mercato privilegiato degli affitti di locali commerciali che inducesse i giovani interessati ad avviare le loro attività commerciali ed imprenditoriali nel centro di Acireale.
I servizi culturali e turistici della municipalità potrebbero incoraggiare le numerose associazioni musicali, artistiche, teatrali a esibirsi in ogni suggestivo angolo della città e nelle chiese che la diocesi riterrà di poter mettere a disposizione (modello Praga). Si potrebbe realizzare un programma di attività culturali stabili, soprattutto giovanili, capace di attrarre nuovi segmenti turistici.

Internet offre opportunità incredibili. Partendo dal rinnovamento del Carnevale, del premio Aci e Galatea, della fiera dello Jonio fino a ideare nuove manifestazioni culturali che sarebbero, di per sé, grande fattore incrementale dei flussi turistici. Per non parlare del rilancio della biblioteca Zelantea e altro ancora… Per le terme, penso a spazi liberi all’aperto, usufruibili anche di notte come nel viterbese, dove i nostri ospiti possano bagnarsi in pozze create artificialmente e valorizzate da scenografici allestimenti ispirati alla natura dei luoghi. Penso a un’offerta di servizi termali per la cura con le acque e i fanghi così come a luoghi per un semplice svago. Basterebbe imitare il modello Merano (Südtirol), individuando il luogo dove edificare il palazzo delle terme, un centro sportivo dove l’acqua e il relax creino l’atmosfera per richiamare turismo di qualità. Ispirarsi alla grande esperienza termale tradizionale fusa con l’innovazione già sperimentata con successo altrove.
Al sindaco di questa città spetta il compito e la capacità di coinvolgere tutti, prospettando iniziative stimolanti e una visione d’insieme tale da suscitare slancio ed entusiasmo nei cittadini. Per quanto mi riguarda posso collaborare alla attivazione di un contratto di programma da stilare col ministero dell’economia per dotare di risorse finanziarie i soggetti imprenditoriali che volessero investire in questo progetto di rilancio di Akis.

Salvo Zappalà
de Il tavolo per le imprese

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