Barbagallo, “quello che accade in tanti comuni siciliani e che è accaduto per la prima volta anche ad Acireale, dimostra che qualcosa non sta funzionando”

ACIREALE – Hanno occupato il Corso Umberto per protestare contro il trattamento nel centro Sprar dopo aver lasciato gli appartamenti gestiti dal Consorzio “Il Nodo”. Così un gruppo di richiedenti asilo ha voluto denunciare le cattive condizioni in cui sono costretti a vivere a causa del sovraffollamento, del cibo scadente e perfino della mancanza di acqua.
In merito alla protesta degli ospiti del Consorzio di cooperative sociali “Il Nodo”, titolare del progetto SPRAR per l’accoglienza nel territorio comunale, il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, ha dichiarato:”La Comunità europea e il Governo nazionale devono trovare un modello gestionale diverso, migliore, perché è evidente da quello che accade in tanti comuni siciliani e che è accaduto per la prima volta anche ad Acireale, che qualcosa non sta funzionando. Come sempre chi deve fronteggiare tensioni e disagi è la città, il Comune, è il sindaco, che si trova ad essere coinvolto in situazioni in cui non ha responsabilità. Stamattina siamo dovuti intervenire perché questi giovani richiedenti asilo, per farsi ascoltare, avevano bloccato il traffico proprio al centro della città. Quando hanno capito che eravamo disposti ad ascoltarli, con un confronto sereno e il dialogo, si è risolto tutto in poco tempo. I ragazzi protestavano per i servizi scadenti della cooperativa, ma credo che questi disagi possano essere facilmente risolti. E’ la prima volta che accade e speriamo che non accada più. Hanno presentato le loro denunce in Commissariato  e chi di dovere si occuperà sicuramente di valutare la situazione appartamento per appartamento. Non abbiamo problemi ad accogliere, anzi, ma lo Stato e la Comunità europea dovrebbero fare maggiore attenzione, intervenire con leggi e sistemi più chiari e fare in modo che le amministrazioni locali non si trovino a dover fronteggiare simili tensioni”.
“La protesta  è segnale che c’ è un disagio di queste persone che comunque va compreso – commenta l’assessore alle Politiche Sociali, Adele D’Anna – ci sono delle problematiche che vogliano vengano ascoltate. Bisognerà capire meglio, se realmente qualcosa a livello di gestione non va o se c’è un malessere che  ha che fare con problematiche più ampie che riguardano le politiche dell’inclusione e dell’integrazione”.

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