ACIREALE – La città  ha sempre avuto un rapporto speciale con Giorgio La Pira, nativo di Pozzallo, terziario francescano e domenicano, professore universitario, deputato dell’Assemblea Costituente, sottosegretario al Ministero del Lavoro durante uno dei governi di De Gasperi, “sindaco Santo” – come venne chiamato – che guidò la città di Firenze dal 1951 al 1957 e poi di nuovo dal 1961 al 1965. Al lungimirante pensiero di Giorgio La Pira, un vero e proprio statista che ebbe grande influenza su tanti altri politici della prima Repubblica tra cui Aldo Moro, si ispirò alla fine degli anni settanta il giovane acese Rino Nicolosi, dirigente aziendale e sindacalista, poi divenuto deputato all’ARS e presidente della Regione Siciliana dal 1985 al 1991, militantedella sinistra dossettianadella Democrazia Cristiana. Una delle sezioni della DC acesefu titolata proprio a La Pira. Alla figura del sindaco di Firenze la Diocesi di Acireale nel 2008, quando era Vescovo mons. Pio Vigo, dedicò una mostra permanente ospitata presso il museo-cripta della Basilica di San Sebastiano. Dell’impegno civico e sociale, e dunque fortemente politico di La Pira, che affondava le sue radici in una fede cristiana convinta e pienamente vissuta, subì un fascino particolare pure Orazio Vecchio, professore e sindaco di Acicatena, fondatore nel 1958 del periodico cattolico La Voce dell’Jonio con sede ad Acireale, scomparso poi nel 2003. E fu proprio il prof. Orazio Vecchio che indicò più volte al nipote Mario, il primo maschio di sua figlia Cetta e di suo genero Carmelo Agostino, il luminoso modello del sindaco di Firenze.Così ha preso vita il libro “Cercatori del Paradiso. Il noviziato politico di Giorgio La Pira”, edito da Città Nuova, di cui è autore il giornalista Mario Agostino che ha approfondito per tre anni lo studio di Giorgio La Pira collaborando con l’omonima Fondazione sita a Firenze e con l’Istituto Universitario Sophia di Loppiano. Il libro, su iniziativa della Diocesi di Acireale, è stato presentato ieri sera alla Sala Costarelli, gremitissima all’inverosimile dopo il provvidenziale spostamento all’ultimo minuto dal salone delle Termea Piazza Duomo, nel cuore pulsante della città dei cento campanili. Ed è proprio al “volto, all’anima e al destino delle città, non ai suoi cumuli occasionali di pietra”, che La Pira nel 1955 si richiamò testualmente aprendo il convegno mondiale dei sindaci di tutte le città del mondo, ospitato proprio a Firenze. Tutta l’esperienza politica, l’impegno sociale e civico, la lungimiranza di Giorgio La Pira non si comprenderebbero pienamente se non si facesse riferimento alle tappe fondamentali della sua formazione umana e scolastica, alla convinta adesione al cattolicesimo dopo un periodo giovanile di rifiuto, alla sua profonda fede in Cristo unita ad un forte misticismo, alla consacrazione della sua vita ai voti della povertà, dell’obbedienza e della castità pur nella sua condizione di laico impegnato ed attivo nella società. Il sindaco “Santo”, di cui è in fase avanzata il processo di beatificazione, si impegnò in difesa dei poveri, dei lavoratori, degli ultimi senza mai rinunciare alla visione di una città moderna, pluralista, aperta internazionalmente e promotrice del dialogo quale è sempre stata Firenze. Questi ed altri temi della figura di La Pira sono stati evocati ieri sera alla presentazione del libro di Mario Agostino dal Vescovo Mons. Antonino Raspanti, nelle vesti di attento moderatore, e dai parlamentari regionale Nicola D’Agostino ed europeo Ignazio Corrao i quali, pur non avendo come La Pira una piena maturità politica e una visione “olistica” di tutte le complesse variabili che interessano il governo della cosa pubblica, hanno fatto ugualmente bella figura, regalando ai presenti quasi due ore piene di spunti e provocazioni sulla politica contemporanea, sulla attualità del pensiero del sindaco di Firenze, sulla passione per l’impegno civico e sociale, sulla necessità di coinvolgere le comunità intermedie in nuovi progetti di rinnovamento e modernizzazione del Paese. Il dibattito è stato introdotto dall’avvocato Mario Di Prima che, per conto dell’associazione Costarelli di cui è presidente, è stato, insieme all’associazione Orazio Vecchio e alla Voce dell’Jonio, tra gli organizzatori dell’incontro.

Saro Faraci

Foto di Giovanni Vecchio.

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