CATANIA − “Francesco Vecchio è stato per molti anni il Direttore Generale della “ICM Leonardi”, una delle più importanti realtà economiche ed industriali di Acireale e della Sicilia orientale, rimasta operativa fino a metà degli anni ’80 con attività nella produzione della pasta e nel settore agricolo e zootecnico. Dopo la grave crisi economica che colpì il settore alimentare, ed in particolare il gruppo Leonardi, con la chiusura dello stabilimento principale Francesco Vecchio ottenne l’incarico di Direttore del Personale dell’Acciaieria “Megara”, altra importante industria catanese che all’inizio degli anni ’90 occupava in via diretta oltre 300 dipendenti, e un centinaio di lavoratori tra le aziende dell’indotto. È stato assassinato il 31 ottobre 1990, all’età di 52 anni, insieme con l’Amministratore Delegato della “Megara”, Alessandro Rovetta, nella Zona Industriale di Catania, poco lontano dall’uscita dell’azienda, mentre a bordo della sua auto tornava a casa dopo una giornata di lavoro.
Giorgio Ambrosoli, avvocato milanese, venne ucciso la sera dell’11 luglio 1979, mentre rientrava in casa. Nominato Commissario Liquidatore della Banca Privata Italiana di Michele Sindona, si rese presto conto che il compito affidatogli implicava una scelta cruciale: piegarsi al malaffare divenendo complice o restare dalla parte della giustizia. Scrisse alla moglie: “È indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto, perché è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il Paese”.”
La giornata è stata organizzata in collaborazione con Liberacittadinanza, Percorsi condivisi di Legalità – Pastorale Sociale, Fancity, Libera – Coordinamento provinciale e Presidio delle Aci, Gruppo giovanile Politica è Servizio, La Putia del Bene Comune, Tribunale dei diritti del Malato, Vietraverse, Agesci, A.SA.RA e Arci.
La manifestazione è iniziata in “Largo Francesco Vecchio – Dirigente aziendale – Vittima della mafia”, dove si è tenuta la Commemorazione di Francesco Vecchio e di Giorgio Ambrosoli. Erano presenti autorità civili, militari e religiose e gli studenti degli istituti del territorio. Il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, ha rivolto il suo messaggio a tutti i presenti:
“Oggi scriviamo una pagina importante della storia di Acireale. Intitolare una piazza e una via a Francesco Vecchio e a Giorgio Ambrosoli, due uomini uccisi perché colpevoli di essere state persone oneste, ha un significato fortissimo per tutta la città. È un messaggio importante per noi adulti e per i ragazzi che trascorreranno in largo Francesco Vecchio il loro tempo libero o che passeranno da via Giorgio Ambrosoli. Oggi come mai abbiamo bisogno di esempi di coerenza e altruismo e non dobbiamo dimenticare che dobbiamo ringraziare gli uomini come loro per i diritti e le libertà di cui tutti godiamo. E’ nostro dovere far sì che la loro memoria non vada perduta e il loro messaggio deve essere preso d’esempio da tutti coloro che sono impegnati nella più importante delle missioni laiche , – la politica-, con l’obiettivo di avvicinare le istituzioni al cittadino, ricordandoci che bisogna lavorare uniti con un unico valore e per un unico obiettivo il Bene Comune”.
A seguire la lettura della ” Lettera alla Città” di Maria Pia Fontana, che è stata ufficialmente consegnata al primo cittadino in nome di tutti i movimenti e le associazioni che hanno organizzato la manifestazione in sinergia con la Città.
Alla Commemorazione sono intervenuti Salvatore Vecchio, figlio di Francesco, accompagnato dalla madre, dal fratello Pierpaolo e dal nipote, e Francesca Ambrosoli, figlia di Giorgio. Il primo momento della manifestazione si è concluso con il messaggio di don Luigi Ciotti.
“Francesco Vecchio e Giorgio Ambrosoli sono due cittadini italiani che non si sono voltati dall’altra parte, che non hanno accettato compromessi e hanno pagato la loro coerenza con la vita. Per i familiari a cui hanno strappato i loro affetti è importante che quei nomi non siano solo scritti sulle lapidi che oggi scopriamo. E’ un momento importante, la città di Acireale vuole fare in modo che tutti noi prendiamo coscienza che il cambiamento ha bisogno di ciascuno di noi, che quei due nomi devono essere incisi nelle nostre coscienze, devono accompagnarci. Ragazzi, sappiate cogliere l’importanza di questo momento, perché Francesco Vecchio e Giorgio Ambrosoli hanno perso la vita per la vostra libertà e per la democrazia di questo Paese, non dobbiamo dimenticarlo, allora parliamo di legalità solo se la saldiamo alla responsabilità. La legalità e la solidarietà sono lo strumento per raggiungere la giustizia”.
Dopo l’intitolazione ufficiale di Largo Francesco Vecchio, un corteo ufficiale si è mosso fino al quartiere di San Cosmo, dove, di fronte al Centro direzionale comunale, è stata intitolata “Via Giorgio Ambrosoli – Avvocato- Vittima della mafia ”, che unirà simbolicamente i piazzali Falcone e Borsellino, ed è stata letta la lettera alla moglie Anna.

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