Salvo Reitano

ACIREALE – Alla figura del senatore Cristoforo Filetti, presidente del gruppo parlamentare del Msi eletto primo sindaco  di Acireale a suffragio universale nel 1994, è dedicato l’incontro promosso da Silvio Cavallaro, Giacchino Ferito e Nando Gambino che si terrà oggi, sabato 14 aprile, alle ore 18,00, presso i locali dell’ex “Angolo di Paradiso” in Piazza Indirizzo al quale parteciperanno il sindaco di Acireale Roberto Barbagallo, l’avv. Francesco Barbagallo, l’on. Basilio Catanoso, l’on. Nicola D’Agostino, l’on. Nello Musumeci e il sen. Domenico Presti.
Il senatore Cristoforo Filetti, nato ad Aci Catena il 2 settembre 1914 e morto ad Acireale il 18 aprile 2005, è stato Senatore della Repubblica per 6 legislature, segretario del Senato e presidente del gruppo parlamentare MSI – DN.Schermata 2016-05-14 alle 08.20.15
E’ stato anche insignito quale Socio Onorario nell’Assemblea Parlamentare presso il Consiglio d’Europa. Il 14 febbraio 1994 è stato eletto primo sindaco di Acireale a suffragio universale,
Di grande spessore politico, professionale, culturale e morale, Acireale lo ha sempre amato  tributandogli sempre ampi consensi.
Ogni fine legislatura documentava con un corposo volume tutta la sua attività parlamentare: proposte di legge, interventi, incontri.
Ricordiamo: Sinistrismo e sinistri del centro-sinistra; Contro lo sfascio; Fatiscenza del sistema; Stabilità dell’Instabilità; Picconate e colpi di maglio (in due volumi);  Addio Palazzo Madama ritorno a Palazzo di Città.
Nel 1995 ha pubblicato, scritto a 4 mani con il prof. Antonio Pagano, un libro autobiografico dal titolo “Ottantuno anni  di Giovinezza” nel quale ripercorre tutta la sua lunga attività politica caratterizzata dalla coerenza.
Alla fine del quadriennio a capo dell’amministrazione acese ha pubblicato un corposo resoconto in due volumi dal titolo “A servizio di Acireale. Sindaco per quattro anni”.
Giorgio AlmiranteIl ricordo del senatore Filetti ci offre il giusto spunto per tornare su un tema chiave per la democrazia: la rappresentanza politica dei cittadini. Perché giriamola come vogliamo, i politici non sono più quelli di una volta. Ora che la politica è ridotta a una kermesse di figuranti, accresce in noi la nostalgia di qualche uomo vero di quelli come Almirante o Berlinguer, Moro o La Malfa, di quelli come il senatore Filetti. Leali avversari e mai nemici, che portavano le insegne del potere più come una croce che come un blasone.
Certo, erano altri tempi, la politica era affidata a personaggi di altro e alto spessore e i meriti del primo periodo della Repubblica sono innegabili ancora oggi al punto che molti li rimpiangono.
La vecchia Dc, il vecchio PCI, così come gli altri partiti del cosiddetto arco costituzionale, e il Msi a destra e sempre all’opposizione, erano tutt’altra cosa dai partiti, partitini e movimenti di oggi. E non è nemmeno  possibile fare paragoni tra politici a livello di Aldo Moro, Enrico Berlinguer, Ugo La Malfa, Giorgio Almirante, con quelli attuali. Oggi c’è in giro una circolazione di nomi che solo a scriverli viene l’orticaria. Per non parlare delle cronache giudiziarie che riguardano sempre più spesso autorevoli rappresentanti di tutti i partiti, senza eccezione alcuna.Enrico Berlinguer
Quando Piercamillo Davigo, consigliere presso la Cassazione, nuovo presidente dell’Associazione nazionale magistrati che 24 anni fa era nel pool di Mani Pulite dice riferendosi ai politici che: “Non hanno smesso di rubare; hanno smesso di vergognarsi. Rivendicano con sfrontatezza quel che prima facevano di nascosto. Dicono cose tipo: “Con i nostri soldi facciamo quello che ci pare”. Ma non sono soldi loro; sono dei contribuenti», qualcosa di vero ci sarà.
Purtroppo, sempre più spesso, il motivo di “scendere in campo”, che brutta espressione, per fare politica è il tornaconto personale. Invece, così come lo era per il senatore Filetti, la passione per la politica dovrebbe essere passione civile, amore per il bene comune, per la giustizia, nello sforzo continuo di migliorare la condizione sociale dei cittadini. Invece sembra che tutto si sia trasformato  in una sorta di compravendita di cose e di persone. Vi dice niente il voto di scambio? Una compravendita praticata dal livello più basso, la busta della spesa o il buono per la benzina, a quello più alto, poltronissime nei sottogoverni, nelle banche, nelle partecipate, nelle aziende che contano e garantiscono un ritorno in termini di voti e non solo.
Forse siamo degli inguaribili romantici ma il politico, come lo era il senatore Filetti,  dovrebbe essere una persona di indiscussa onestà, nemmeno lontanamente sfiorato da un qualsivoglia dubbio sulla sua condotta, che deve essere cristallina e pura in tutti i suoi comportamenti.
Per questo, oggi più che mai, figure come quella di Cristoforo Filetti non solo vanno ricordate ma devono essere d’esempio a quanti vogliono intraprendere la strada della politica.

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