Incontro ieri ad Adrano tra i presidenti dei Consigli dei comuni serviti dall’azienda idrica Acoset, lo scopo: fare fronte comune per chiedere l’annullamento o la rimodulazione delle tariffe, troppo alte per i cittadini, dopo l’abolizione del consumo minimo impegnato.

di Alice Vaccaro

ADRANO – Dieci i presidenti dei Consigli comunali degli Enti serviti dall’Acoset che hanno colto l’invito del primo consigliere adranita, Alessandro Zignale e che si sono riuniti all’interno del Palazzo Municipale per discutere sulla possibilità di far fronte comune, richiedendo all’ azienda idrica l’annullamento o la rimodulazione delle tariffe votate dal C.d.A con delibera n.66 del 2013 (nuove tariffe, previste dopo l’abolizione del consumo minimo impegnato, che di fatto risultano essere troppo onerose per i cittadini) .
I presidenti dei Consigli comunali presenti (Valverde, Viagrande, Aci Sant’Antonio, San Gregorio, Ragalna, San Pietro Clarenza, Belpasso, Santa Maria di Licodia, Mascalucia, San Giovanni Galermo) hanno di fatto firmato un documento con il quale si impegnano a far approdare nelle rispettive aule consiliari un ordine del giorno contenente la richiesta di rimodulazione o annullamento del tariffario stabilito. A dare l’ok, poi, anche i colleghi dei comuni assenti (ovvero Aci Bonaccorsi, Camporotondo Etneo, Nicolosi, Pedara, S.Agata Li Battiati, S. Giovanni La Punta, Trecastagni e Gravina di Catania). Sui venti comuni, serviti dalla società idrica, solo Tremestieri Etneo non ha dichiarato di voler aderire all’iniziativa.
Ad Adrano l’atto in questione è stato già approvato nella seduta del 30 Giugno scorso e l’iniziativa lanciata dalla presidenza del Consiglio punta proprio a dare un seguito alla nota approvata all’unanimità.
“Avevamo detto – ha dichiarato il presidente dell’assise adranita Alessandro Zignale – che dopo l’atto passato all’unanimità in Consiglio comunale lo avremmo rafforzato con l’intervento di tutti e 20 i comuni che sono serviti dall’Acoset, 263 mila persone servite dall’azienda. Riteniamo che il C.d.A dell’Acoset non potrà far finta di nulla e non vedere quello che sta accadendo. Noi chiediamo solo il rispetto dei cittadini; il cittadino vuol pagare ma vuol pagare il giusto. Questa diventerà un’azione ancora più forte per far capire all’azienda che vi sono delle esigenze che vanno anche oltre a quelle che sono le motivazioni dell’authority, le motivazioni dei bilanci o motivazioni di qualsiasi genere. Se l’Acoset non ascolterà la richiesta di rivedere o annullare le tariffe, ricordo che sono soci anche i sindaci che partecipano con parecchio potere all’interno dell’assemblea e ritengo che ci sarà modo di rivedere le cose. Questo era un passaggio dovuto nei confronti dei cittadini per far capire che i Consigli comunali non hanno stabilito le tariffe ma intervengono nei confronti di chi ha stabilito le tariffe, che è il C.d.A dell’Acoset, per far si che vengano riviste”.
Ad intervenire è anche il consigliere comunale del “Megafono” di Adrano, Elisa Leocata, che richiese l’introduzione dell’ordine del giorno (assieme al collega Luca Petralia): “Viviamo in un epoca in cui non si parla più di niente e quando ci sono dei problemi particolarmente sentiti come l’aumento selvaggio delle bollette, che vanno a ricadere su beni essenziali come l’acqua, non può l’aula deputata alla rappresentanza politica non essere coinvolta. Molte associazioni si sono battute per questo. Noi abbiamo portato una proposta che andasse a ripristinare la discussione, parlando dell’annullamento della delibera dell’Acoset n.66 del 2013. Perché ci sono delle vicende dubbie e quindi vorremmo prima capire di cosa si tratta. Andiamo ad annullare quella delibera e rimoduliamo in maniera più equa quella tariffazione che in realtà non ha coinvolto la parte politica”.
Durante l’incontro, inoltre, i presenti hanno sollevato anche altre e diverse problematiche come ad esempio: sull’ effettiva potabilità dell’acqua, se nella bollettazione si tenga conto dei vari disservizi (con riferimento ad esempio al comune di Aci S.Antonio ed alla frazione di Lavinaio dove l’acqua – dicono- manchi pressoché sempre), o ancora, che il caro acqua non sia giustificato dall’eliminazione del consumo minimo impegnato e che, forse, bisognerebbe capire quali costi vi siano dietro le nuove tariffe. Qualcuno ha inoltre affermato l’importanza di non far rimanere fine a sé stesso il summit di ieri, proponendo di dare un seguito alla questione coinvolgendo i sindaci dei vari comuni che potrebbero avere maggior voce in capitolo.
Ad intervenire è stato anche il sindaco di Adrano, Giuseppe Ferrante, che ha dichiarato di aver chiesto (in passato), durante l’assemblea dei soci Acoset, di valutare meglio la questione delle tariffe, pur dovendo procedere obbligatoriamente all’eliminazione del consumo minimo, così come richiesto dalla Comunità Europea.
Certo è che a farne le spese oggi sono i cittadini (e soprattutto le famiglie numerose) che, in tempi di difficoltà economiche, si trovano a dover pagare un bene primario come l’acqua a peso d’oro.
Probabilmente l’unione dei presidenti dei Consigli dei venti comuni serviti dall’Acoset non farà, in questo caso, la forza nell’ottenere ciò che i cittadini chiedono: una rimodulazione più equa delle tariffazioni. A far pensare ciò è anche il fatto che ieri nell’aula consiliare adranita non era presente il presidente del C.d.A. dell’azienda idrica (Giuseppe Rizzo) né un suo delegato, se pur invitato a partecipare.

 

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