ADRANO – Meglio tardi che mai. Dopo tanta attesa, ad Adrano, il bilancio di previsione del 2014 viene approvato in Consiglio comunale. È stata un’assise civica interminabile, iniziata ieri alle 9 di mattina, e dopo il rinvio alle 10.15, proseguita sino alle 5 ed oltre.

Ha avuto ampio spazio, durante la fase iniziale, l’argomento Commissioni consiliari; tema nato dal fatto che qualcuno in città ha sollevato il quesito se la situazione ad Adrano non fosse simile a quella dello scandalo scoppiato di recente ad Agrigento con le commissioni consiliari che nel solo 2014 si sono riunite oltre mille volte ed allo scopo di incassare i gettoni di presenza. Una situazione ben lontana dalla realtà adranita hanno tuonato più Consiglieri comunali. In aula si è detto, in parole povere, che è facile rinunciare al gettone senza però garantire la presenza in Commissione. Altro discorso sarebbe invece rinunciare ma garantire sempre e comunque la presenza. Chiaro il riferimento, quindi, al consigliere dì opposizione Giovanni Ricca (l’unico sin ora ad aver rinunciato al gettone e transitato al gruppo misto la scorsa estate dopo aver abbandonato il gruppo del Pdl e la maggioranza) che ha risposto sostenendo che dal Novembre 2013 al Novembre del 2014 sono state convocate più di 500 commissioni e quei pochi regolamenti prodotti non arrivano in aula per cui, sulla base di ciò, si è chiesto che senso avesse andare in commissione .

Si è poi entrati nel vivo del dibattito, prima sull’emendamento che era necessario dopo il parere dei Revisori dei Conti allo schema di bilancio 2014: favorevole ma con riserva (e questo dopo la precedente bocciatura di un ulteriore schema). La riserva consisteva nel fatto che l’ente avrebbe dovuto rettificare e quindi abbassare una voce inserita nello schema di bilancio, una maggior previsione di entrata legata ai crediti che il Comune vanta con l’Ato3. L’emendamento ha ricevuto l’ok del Collegio dei revisori dei conti e poi messo ai voti è stato approvato dal Consiglio comunale (con i 16 voti della maggioranza contro i 4 no dell’opposizione ed un astenuto).

Il bilancio preventivo (senza tralasciare quello pluriennale 2014-2016 e la relazione previsionale e programmatica 2014-2016) messo ai voti cosi come emendato ed anche in questo caso approvato con i 16 voti della maggioranza. Ampio spazio ha avuto però prima la questione EnelSole che tanto è costata negli anni al Comune adranita. Da un lato il sindaco, Giuseppe Ferrante (Ncd) ha fatto notare di esser riuscito a chiudere quel contratto così oneroso nel 2014. Dall’altro il consigliere di opposizione Carmelo Pellegriti ha sostenuto che quel contratto poteva essere scisso già nel 2012.

Messa ai voti ed approvata poi l’immediata esecutività.

Insomma, a parte i dubbi dei più circa la veridicità o meno del bilancio, si è chiusa quella che in città  è stata definita una telenovela. Certo nella speranza che non ci siano più in là ulteriori sorprese e che quindi non ritorni in aula per qualche modifica nel 2016.

Approvato poi l’altro punto in scaletta, ovvero lo schema di convenzione per la gestione del servizio di tesoreria comunale. Il si è giunto anche per l’atto di indirizzo sulla ristrutturazione e messa in sicurezza della ex strada statale 121, che collega Adrano e Biancavilla. Atto che dovrà approdare anche nell’aula consilare biancavillese. In sostanza i due Enti lavorano insieme per rendere sicura una strada che ha già mietuto tante vittime. Sperando che in futuro possa essere installato anche l’autovelox. Ma su questo punto non son mancati i mal di pancia, con l’opposizione che si è chiesta il perché l’atto non preveda da subito l’installazione dello strumento di controllo automatico della velocità, magari eliminandolo dalla statale 284 (gestito dai vigili urbani e di proprietà del comune di Biancavilla), in un tratto in cui per la maggior parte transitano automobilisti adraniti e non,  ma meno cittadini di Biancavilla.

Si è quindi allontanato lo spettro della sostituzione dell’intero Consiglio comunale con la figura del commissario (essendo stato, il bilancio commissariato qualche tempo prima della fine del 2014). Adesso a pendere sulla testa della città è un’altra questione: quella di un’ eventuale dichiarazione di pre dissesto o addirittura di dissesto finanziario, un’ ipotesi che potrebbe avverarsi nel male augurato caso in cui la Corte dei Conti non dovesse reputare efficienti le misure correttive, votate in consiglio qualche mese fa, in merito al bilancio del 2012.

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