ADRANO – Approda in città “Libera Impresa” l’associazione antiracket ed usura (già presente da tempo sul territorio) che avrà sede a Palazzo Bianchi. Un presidio di legalità a disposizione dei cittadini.
La presentazione ufficiale della nascita della sede adranita è avvenuta nel pomeriggio di ieri all’interno del Palazzo di Città. La presenza dell’associazione in questione rappresenta la ferma volontà di combattere e dire no al racket, concretamente ed ogni giorno; la ferma volontà di sensibilizzare i cittadini, giorno dopo giorno, a dire no al pizzo ed alla mafia. Un no deciso alla mafia e che può diventare concreto solo attraverso l’azione sinergica di Forze dell’Ordine, Enti, associazioni e cittadini, ed è proprio questo l’obbiettivo che si pone “Libera Impresa” con la sede che garantirà la costante presenza dei suoi volontari e del responsabile: Carmelo Cottone (commerciante adranita che già in passato si è trovato a dover fare i conti con le continue richieste di pizzo e che ha lottato contro il racket per difendere la sua azienda. Nel 2012 fu nell’elenco dei 20 cavalieri della Repubblica e gli venne assegnata un’onorificenza per l’impegno nel campo della legalità).
“La speranza è che il messaggio venga recepito in maniera chiara dai commercianti locali – ha affermato il cavaliere Carmelo Cottone -. C’è tanta gente qui ad Adrano onesta e laboriosa che vuole vivere nella legalità e per legalità s’intende anche il progresso. La gente vuole andare avanti con serenità e quando le richieste di pizzo si fanno presenti ed insistenti quella serenità viene a mancare perché il lavoratore si sente oppresso. Spero che la novità della nascita di “Libera Impresa” venga recepita. Io ho fatto negli anni la mia parte senza associazioni, da solo e da libero cittadino, è stata una scelta di vita anche derivante dall’educazione che la mia famiglia mi ha dato, dei sani principi che ogni uno di noi sicuramente ha e che vanno messi in pratica. Non è questione di essere coraggiosi, deve essere normalità”.
Soddisfatto si è detto anche il presidente di “Libera Impresa”, Rosario Cunsolo: “È bellissimo per noi, è il raggiungimento di un obbiettivo che è quello di combattere il racket e l’usura, lo facciamo con passione e dedizione e adesso siamo arrivati anche ad Adrano con il cavaliere Cottone che si è aggiunto alla nostra famiglia. Il Comune è stato veramente accogliente tanto da darci un locale all’interno di Palazzo Bianchi”.
“Siamo rimasti colpiti – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Ferrante – quando qualche mese fa il Procuratore Salvi ci diceva degli arresti di estorsori fatti in città ma con la pochissima collaborazione dei cittadini, oggi stiamo dimostrando di avere uno scatto d’orgoglio. La nascita della sede di un’associazione antiracket darà supporto a imprenditori e commercianti; a dimostrazione che questa città non ha la voglia di arrendersi ma, al contrario, la voglia di rispondere alla malavita. La presenza dell’associazione servirà certamente ai commercianti che potranno avere tra le mani un importante strumento di supporto, considerando che oggi è già difficile di per sé fare l’imprenditore e se a questo si aggiunge la perdita di serenità allora ritengo giusto che tutti ci schieriamo dalla loro parte”.
Presenti ieri pomeriggio, tra gli altri, Autorità civili e militari con in testa il Procuratore capo del Tribunale di Catania, Michelangelo Patanè, il capitano dei Carabinieri della Compagnia di Paternò, Lorenzo Provenzano, il dirigente del locale Commissariato di Polizia, Giancarlo Consoli ed il comandante della Tenenza della Guardia di Finanza di Paternò, Salvatore Leotta.
“La costituzione di questo presidio dell’associazione antiracket qui è un dato importante – ha affermato il Procuratore di Catania, Michelangelo Patanè -. Sta a significare che anche ad Adrano ci saranno dei volontari che si metteranno a disposizione della popolazione là dove questa sia soppressa dal racket, insomma un supporto per chi è vittima di queste gravi forme di illegalità. Il contrasto alla criminalità va fatto anche così, sostenendo le vittime, non è solo quel supporto che può essere dato dall’auto della Polizia o dei Carabinieri che passa davanti al negozio, questo può dare coraggio certo ma sapere che c’è un’associazione che ti sostiene anche in caso di processo è molto importante. Insomma se la vittima non viene lasciata sola diventa anche improbabile che questa venga aggredita, la criminalità potrà bruciare un negozio ma non cento negozi, potrà sparare ad un soggetto ma non a cento. Quindi se si allarga la platea dei soggetti che si uniscono per fronteggiare questi fenomeni può essere un buon sostegno a chi vuole che ci sia un controllo di legalità nel territorio”.

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