ADRANO – Un piano di sicuro ben studiato, ma solo nella testa di una banda che forse non ha ben calcolato i possibili imprevisti che poi hanno mandato in fumo il sogno criminale di soldi facili.
È accaduto ieri, luogo scelto per il colpo, progettato e fallito, il Banco Popolare Siciliano di via Cappuccini nel quale i ladri si sono introdotti nella notte e grazie ad un foro praticato nella parete da un locale commerciale attiguo all’istituto di credito (locale in disuso dove al momento si stanno effettuando dei lavori per l’ampliamento della stessa banca, e dove i ladri sono riusciti ad introdursi con estrema facilità forzando la porta d’ingresso). Una volta dentro i malviventi hanno atteso l’arrivo dei dipendenti. Uno spavento di certo non indifferente per il personale che entrato sul posto di lavoro, come ogni giorno, si è trovato innanzi quattro individui a volto coperto ma non armati che hanno subito accennato la loro richiesta: aprire il caveau. I dipendenti hanno risposto che l’apertura del locale blindato avviene a tempo ed inoltre che da lì a breve sarebbe scattato l’allarme. Fattori questi che avrebbero spinto alla fuga i ladri.
Sul posto sono giunti i carabinieri della Stazione di Adrano e quelli del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Paternò che hanno effettuato i rilievi. I militari dell’Arma hanno rinvenuto, tra gli altri reperti che sono adesso al vaglio della Scientifica, una pistola giocattolo con relativo tappo rosso, nel locale adiacente alla banca. I carabinieri hanno inoltre acquisito le immagini delle telecamere di sicurezza installate sia nell’istituto di credito che in alcuni esercizi commerciali della zona; immagini che adesso sono al vaglio degli inquirenti al fine di dare un volto all’intera banda del buco.
Insomma in città ritorna la paura e la crescente necessità di sicurezza. Solo qualche giorno fa, esattamente la notte a cavallo tra giovedì e venerdì scorsi un negozio di abbigliamento per bimbi, poco distante e sempre in zona Cappuccini, è stato preso di mira dai ladri che in quel caso sono entrati in azione utilizzando il metodo dell’auto ariete; un colpo fulmineo che li ha visti fuggire via con un bottino di circa 10 mila euro.

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