ADRANO – Preventivi o consuntivi che siano oramai quando in città si parla di bilanci comunali in molti pensano più che altro ad una “soap degli esercizi finanziari”. Così dopo l’ultima vicenda relativa a quel bilancio di previsione del 2014, approvato nel 2015, adesso si appresta ad andare “In onda” una altra stagione della telenovela. Anche in questi mesi protagonista indiscusso della serie rimane il commissario ad acta nominato dalla Regione per accelerare l’arrivo in aula del rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario del 2014. In parole povere anche il conto consuntivo in questione è stato commissariato poiché non approvato entro i termini previsti dalla legge.
Stamane il commissario ha convocato per il prossimo 17 novembre alle ore 10.00 la seduta d’Assise civica per l’approvazione, per l’appunto, del rendiconto di gestione dell’anno passato. Nella nota di convocazione viene ricordato che dalla data di svolgimento del Civico Consesso sia ha tempo sino al 16 dicembre per discutere, votare ad approvare la proposta deliberativa. In caso opposto la palla passerebbe in mano allo stesso commissario che applicherebbe le procedure previste per l’applicazione delle sanzioni, sospensione e successivo scioglimento del Consiglio comunale.
-Perché questo notevole ritardo? (Per capirne di più lo abbiamo chiesto al presidente d’Assise Alessandro Zignale)
“Abbiamo rispettato i tempi tecnici dell’arrivo e completamento di tutti gli atti previsti, l’ultimo si è avuto con il parere dei Revisori dei Conti che è pervenuto nel mio ufficio il 23 ottobre. Dal 23 di ottobre l’ufficio ha applicato le procedure d’urgenza per cercare di intervenire ma è subentrato il titolare in carica del procedimento, ovvero il commissario ad acta, che ha ritenuto analizzando gli atti di convocare il Consiglio per il 17 novembre”.
-Ma il fatto che il bilancio non sia stato ancora approvato per l’Ente cosa significa?
“Rappresenta un ritardo in quello che è tutto l’apparato burocratico amministrativo del Comune, in tutto ciò che l’Ente dovrebbe portare a compimento, ovvero la fornitura da parte della Regione Sicilia, lo sblocco dei finanziamenti fermi agli assessorati regionali. Tutto è bloccato in attesa della votazione del bilancio dopo il cambio della normativa in materia. Quando noi approveremo il rendiconto la regione sbloccherà i fondi”
-Se non venisse approvato il consuntivo cosa si prospetta?
“Il Commissario a quel punto utilizzerà gli ultimi dieci giorni rimasti, dopo i venti consentiti con quest’ultima nota, per sostituirsi al Consiglio comunale ed approverà lui stesso il bilancio”
-Non è la prima volta che un bilancio, previsionale o consuntivo, non venga approvato entro i termini previsti dalla legge e si arrivi quindi al commissariamento. Perché si arriva sempre a questo punto? Dove sta l’inghippo?
“Noi siamo tenuti a fare solo le analisi e le considerazioni politiche su ciò che accade. Per quanto riguarda il problema da lei sollevato io ritengo che gli uffici abbiano tutti gli inghippi possibili che derivano dai nostri uffici ma anche e soprattutto dalla regione Sicilia che non sbloccando alcune situazioni non mette i nostri uffici nelle condizioni di poter lavorare. Dall’altro lato magari a volte i nostri uffici ritardano su quelle che sono le procedure da eseguire. Fatto sta che appena arrivano gli atti presso l’ufficio di presidenza ci attiviamo subito le procedure, purtroppo sempre d’urgenza e purtroppo richiedendo sempre note scritte al segretario, al sindaco e agli uffici interessati, per chiedere di metterci nelle condizioni di poter lavorare serenamente sia nelle commissioni che nei consigli. Purtroppo dovremmo sempre applicare procedure d’urgenza, ma speriamo che quanto prima si possa risolvere anche questo inghippo nell’attività burocratico amministrativa”
Sembra chiaro che l’inghippo c’è e sarebbe utile capire bene dove sta e come scioglierlo dato che il tempo passa ed i bilanci vengono continuamente approvati con notevoli ritardi (da qui una serie di problematiche: si pensi al fatto che il commissariamento ha un costo o ancora ad esempio, per via del consuntivo 2014 non ancora approvato, il fatto che l’Ente debba ricorrere alle anticipazioni di cassa).
E se si pensa che la stessa sorte, quella del commissariamento, potrebbe toccare anche al bilancio di previsione del 2015 allora vien da chiedersi: non è che invece di telenovela dei bilanci in città si dovrebbe parlare dell’arte culinaria del “Pasticcio”? Il “Pasticcio dei bilanci”.

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